La cura Oddo e i suoi frutti: chi ne ha tratto maggior beneficio?

La cura Oddo e i suoi frutti: chi ne ha tratto maggior beneficio?

Lasagna, Barak e Widmer: loro tre, ma non solo, i giocatori in evidenza dall’arrivo di Oddo sulla panchina dell’Udinese.

di Redazione

Ci sono un italiano, un ceco e uno svizzero. Nessuna barzelletta, niente battute, anche se a ridere, o meglio a sorridere, sono i tifosi friulani in questo magico stato di forma vissuto dall’Udinese nell’ultimo scorcio di campionato.

Dallo 0-1 Napoli datato 26 novembre, cinque vittorie di fila per i ragazzi di Massimo Oddo, altrettante le reti d’un fiato infilate fin qui dall’ex Carpi Kevin Lasagna, attaccante rigenerato dal cambio di guardia in panchina, fra le pedine più sugli scudi da quando lo scacchiere è nelle mani del campione del mondo 2006. Con Gigi Delneri “KL15” si era limitato a timbrare il cartellino solamente in un paio di occasioni, obbligando il coach di Aquileia a relegarlo spesso in panchina – se non in un ruolo a lui meno congeniale – sull’altare d’una ricerca d’alchimia offensiva fruttuosa sul piano dei gol, ma non troppo efficace nel far esplodere gioco e vena realizzativa del parco punte in forza ai bianconeri. Con l’arrivo di Oddo, quello che una volta era il terzino degli Allievi Regionali del Suzzara, club della provincia mantovana, si è finalmente iniziato ad affermare quale goleador in cui è ancora evidente la stessa facilità di corsa che oggi lo rende imprendibile per le difese avversarie in contropiede. Crotone, Benevento, Inter, Verona e Bologna: suoi gli scalpi delle ultime vittime dei friulani in campionato grazie al potente mancino di cui è dotato così come agli assist al bacio fornitigli dai compagni nel corso delle varie uscite stagionali.

Fra questi ultimi due, in particolare, i passaggi a rete dispensati da Antonin Barak, vera rivelazione già durante la gestione Delneri e uomo simbolo di una squadra in cui il talento pare si stia ergendo al di là d’ogni discusso gap linguistico o culturale. Il ragazzo è giovane, fisicamente attrezzato per un calcio ad alti livelli, e insieme al compagno di Nazionale Jakub Jankto sta facendo degli inserimenti l’arma in più del centrocampo allestito da Oddo. Mancino pure lui, ad oggi viaggia con l’invidiabile score di sei realizzazioni, solo una in meno del compagno di tre anni più vecchio. Lasagna ’92, Barak ’95: la linea verde inizia entusiasticamente a dare i suoi frutti. Come una volta.

L’ex Slavia Praga, grazie a Massimo Oddo, è supportato nei movimenti dall’ormai compagno di reparto Silvan Widmer, non più costretto a sovrintendere sull’intera corsia di destra, ma coperto alle sue spalle dal sempre più solido, novello centrale di difesa, Jens Stryger Larsen. È un po’ questa, dunque, la principale intuizione tattica che in campo permette a Barak, così come all’esterno e futuro papà Widmer, di veder più da vicino la porta. Il numero 27 nativo di Aarau, in particolare, nel giro di una settimana ha eguagliato il record personale di due marcature in bianconero: coincidenze? E dire che per lui il campionato era iniziato dalla tribuna, causa stiramento al bicipite femorale della coscia destra subito nell’amichevole in Spagna contro il Celta Vigo. Un paio di mesi out ed ora eccolo a fare il bello il cattivo tempo davanti – per lui anche l’assist fornito a Lasagna nel momentaneo 0-1 a San Siro con l’Inter – deresponsabilizzato, almeno in parte, da quei doveri difensivi che sovente macchiavano le sue passate prestazioni con errori in copertura o interventi approssimativi. Sbagli a cui forse è imputabile la mancata affermazione dello svizzero negli anni scorsi. Che fosse dunque tutta una questione di ruolo? Alla lunga potremo avere una risposta a questa e alle altre questioni, nel frattempo godiamoci quest’Udinese, i suoi giocatori, godiamoci il momento, sperando continui a durare.

Simone Narduzzi

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