La solita solfa

La solita solfa

L’Udinese non dà continuità di risultati e nemmeno di prestazioni. L’entusiasmo dopo la Fiorentina scema in novanta minuti. Come spesso accaduto nel passato. E intanto la squadra continua a essere talmente poliglotta che non si capisce se nemmeno l’esperanto potrebbe essere utile

Commenta per primo!

L’Udinese degli stranieri cede contro il Sassuolo degli italiani: qualcosa vorrà dire. Al di là della ripresa dove qualche episodio poteva essere più favorevole, rimane una squadra – quella bianconera – che continua a dare perennemente la sensazione di incompiuta. Un agglomerato di giocatori che stenta a parlare la stessa lingua e solo dopo capitomboli pesanti (vedi Chievo) o ramanzine di metà tempo offre qualche spunto.

E di spuntato c’è molto: Thereau, Peñaranda, lo stesso De Paul che appare ancora troppo innamorato del pallone faticano a creare qualcosa (comprensibilmente al fatto che si cera poco, ovviamente). Meglio Perica ed Ewandro, ma perché non lanciarli subito?

La risposta ce l’ha solo Iachini, che forse per il quieto vivere dello spogliatoio sta cercando di dare a tutti una possibilità: ma attenzione perché cercando di accontentare tutti, alla fine si scontentano proprio tutti.

Solite piccole grandi disattenzioni, ma anche una fragilità imbarazzante a sinistra completano il quadro.

Ora Lazio e Juve per capire davvero qualcosa in più sulla classifica sulla stagione che potrà esserci: margini di miglioramento ce ne sono, per fortuna, la difesa a quattro convince, ma serve iniziare a parlare una sola lingua anche in campo perché si ha la sensazione che solo dopo le bufere l’Udinese mostra qualche raggio di sole.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy