Udinese, Anno Domini 120

Udinese, Anno Domini 120

L’Udinese nel 2016 festeggerà il centoventesimo compleanno: una data storica da festeggiare col titolo 1896, col nuovo stadio e con avvenimenti importanti

Il 2016 sarà, soprattutto, il centoventesimo anno di storia dell’Udinese. La vecchia signora del calcio è a Udine, quella che porta da sempre il bianco e nero originale, altro che storie!

E per festeggiare al meglio la Federazione potrebbe fare giustizia, riconoscendo il titolo 1896 (in atto c’è ancora una petizione popolare che verrà sottoposta nelle sedi opportune nei prossimi mesi). Non solo sarebbe giusto, ma sarebbe un atto di riconoscenza verso una terra che ha visto le origini del Foot-ball, che ha regalato nella sua storia uomini, squadre, storie che meritano un titolo. La Figc regionale, la politica, si sono mostrate subito vicine all’iniziativa e nei primi mesi del nuovo anno ci saranno certamente novità.

Gennaio 2016 vedrà la fine dei lavori allo Stadio Friuli, un gioiello di inestimabile valore, anzi un valore aggiunto a tutto il club. Invidiato da tutti, copiato da pochi, tanto che in Italia il calcio è ancora giocato in stadi vetusti, i cui progetti di rinnovamento fanno belli gli architetti, ma poi finiscono spesso nel cassetto. E in cantiere ci sono già nuove modifiche per renderlo ancora più bello: i seggiolini potrebbero cambiare già dalla prossima stagione, con novità importanti a riguardo, come monitor con schermi per vedere le partite in diretta in alcuni settori. Il wireless per tutti, ulteriori programmi per rendere tutto ancora più bello sono in fase progettuale.

Udine che grazie allo stadio sarà anche teatro dell’Olimpiade romana, nel caso in cui la Capitale se l’aggiudicasse. Il Friuli ospiterà, come per Italia ’90, almeno tre partite, ma non è detto che non ce ne siano altre.
Di certo in primavera ospiterà la Nazionale italiana, che prima di partire per l’Europeo di Francia verrà ‘battezzata’ proprio nello stadio dell’Udinese. E chissà che il ct Antonio Conte per allora non abbia annoverato Danilo tra i convocati.

Molto dipenderà da come andrà l’Udinese: la fine del 2015 ha riportato ottimismo, l’anno nuovo tra acquisti in casa (Guilherme e Zapata) e un paio di acquisti sul mercato (una mezzala e una punta) potrebbe togliersi più di una soddisfazione. Finalmente ha una identità, con un po’ più di qualità potrebbe regalarsi stabilmente la sinistra della classifica. Difficile parlare d’altro, ma Pozzo ha spesso ricordato che vuole divertirsi, che è stanco di soffrire per una passione.

Qui si legherà certamente il discorso Watford, il ‘giocattolo‘ di famiglia: il nuovo anno deve dire senza se e senza ma se è una opportunità o è diventato davvero il centro d’interesse della holding del pallone. I tifosi friulani per adesso guardano ancora diffidenti, con un po’ di invidia a certi nomi che vengono accostati agli Hornets, piuttosto che ai bianconeri. Il 2016 porterà probabilmente risposte definitive, con i londinesi che se la giocano per l’Europa, l’Udinese che vuole crescere nel nuovo stadio.

L’anno che verrà vedrà a giugno l’addio, inevitabile, di Di Natale: il capitano ha deciso di stringere i denti nonostante i problemi fisici che lo attanagliano, darà una mano fino a giugno, poi per lui sarà pronta una scrivania. Anche se in giacca e cravatta non lo vediamo: più facile immaginarlo come responsabile del vivaio in campo, attorniato dai ragazzini che da lui possono imparare molto non solo di tecnica, ma anche come  spirito di sacrificio e l’importanza di essere una bandiera che dice no perfino alla Juve.

Ci sarà anche un po’ di friulano in squadra: Meret, Pontisso e Scuffet sono i tre alfieri pronti al grande salto. Non è detto che rimangano inizialmente tutti, ma guai se l’Udinese si farà sfuggire questo patrimonio faticosamente coltivato. Certo per i due portieri il discorso è diverso, ma per ora godiamoci il fatto di rivedere la bandiera dell’Aquila del Patriarcato sventolare fiera in Serie A.

L’anno domini 120 della storia dell’Udinese sta per cominciare: che sia un bel viaggio, e che il club non si scordi mai dei suoi tifosi. Sarebbe un errore creare un club del tifo di serie A e uno di Serie  B. L’AUC è un patrimonio unico nel panorama della tifoseria nazionale, da vezzeggiare e rispettare. Ma tutti i tifosi a Udine sono unici. Facciamo che siano protagonisti, lo meritano, magari abbattendo qualche barriera in più.

 

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