Udinese, da qualche parte c’è anche il tuo Vardy

Udinese, da qualche parte c’è anche il tuo Vardy

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In questi giorni non si parla d’altro, Jamie Vardy è il nuovo bomber della Premier League, che con il gol realizzato nell’ultima giornata di campionato contro il Newcastle ha eguagliato il record di Van Nistelroy andando a segno per dieci partite consecutive, tredici nelle altrettante giornate di campionato. Grazie all’exploit del ventottenne centravanti, il Leicester di Claudio Ranieri è momentaneamente primo in classifica, ma quello che affascina maggiormente è la storia di questo giocatore arrivato dalla non-league, dalle categorie non professioniste, e che grazie alle sue qualità e all’occhio attento di qualche osservatore è arrivato nella massima serie inglese e a vestire la maglia della nazionale. Una storia che potrebbe capitare a qualsiasi dei nostri ragazzi solo se si provasse a scommettere un po di più sui nostri giovani, senza dare esclusivamente l’opportunità a quelli stranieri, considerati meno costosi e con più voglia di emergere.

Nato a Sheffield,Vardy era stato scartato dalle giovanili della squadra della sua città, tra i venti e ventitré anni giocava nei dilettanti, al mattino lavorava in fabbrica, la sera allenamenti, anche da solo. La paga era di trenta sterline la settimana, niente. Altri due anni conditi da tanti gol lo portano ad un gradino dai professionisti, finché arriva la chiamata del Leicherster, ben tre categorie più in alto, quella della Championship, la nostra Serie B. Ha venticinque anni, il suo debutto non è entusiasmante, comunque a fine stagione realizza 4 reti. Sarà nell’anno successivo che con i suoi 16 gol trascina il Leichester in Premier League. Una salvezza sudata nelle ultime partite, dove Vardy realizza 4 reti che risulteranno decisive per la permanenza nella massima serie. Ed arriviamo ai giorni nostri, quando dopo otto anni, nell’anno del consolidamento, è già a quota tredici ed il suo Leicester è primo davanti a squadroni come le due cugine di Manchester.

Otto anni. Ce ne sono voluti 7 dal suo arrivo per vedere Badu come giocatore completo domenica contro la Sampdoria, oppure lo stesso Felipe, dopo 8 stagioni ceduto alla Fiorentina, o ancora Pizarro, dopo 6 ceduto alla Roma. E chissà quanti altri. Tempo per far crescere e maturare i nostri giovani ce n’è, non solo quelli provenienti dalle giovanili, ma dando l’occasione anche a quelli delle categorie dilettantistiche. Chissà, magari un giorno anche noi troveremo il nostro Vardy, che dopo aver lavorato le sue otto ore alla Fantoni o alla Danieli, segna una valanga di gol in prima categoria.  Fino a diventare protagonista e simbolo dell’Udinese nel nuovo Stadio Friuli.

Utopia ? No, chi cerca…….trova

@Paolo ‘Il Mino’

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