Quagliarella a Udine, perché si può fare. E quali gli ostacoli

Quagliarella a Udine, perché si può fare. E quali gli ostacoli

L’Udinese cerca un attaccante e il nome di Quagliarella non è un semplice interesse: perché si può fare e quali sono gli ostacoli

Quagliarella a Udine non è una suggestione: a Torino sono certi che contatti tra le parti, seppure ancora soft, ci sono stati. Il regalo che Paròn Pozzo vorrebbe fare a Colantuono, ai tifosi e anche a Di Natale sarebbe proprio il grande ex, amatissimo come pochi in Friuli.

Con 6 milioni Cairo lo vende, ma a quel punto sarebbe costretto anche a sostituirlo, per cui  per dirla alla Trap non dire gatto se non ce l’hai nel sacco.

Contatti, poi, non significa ancora una trattativa: l’Udinese sta riflettendo, portare Quagliarella a Udine a gennaio significherebbe cambiare radicalmente l’identità di squadra che faticosamente mister Colantuono sta cercando. Anche gli equilibri di spogliatoio non vanno trascurati.  Il tridente con Quagliarella, Thereau, Zapata o Di Natale affascina, ma è supportabile? Non sempre, anche perché l’Udinese ha trovato una sua quadratura proprio in fase difensiva, spostare il baricentro in avanti potrebbe scoprire la squadra. Dettagli, forse, ma c’è anche da capire a quel punto chi farebbe comodo a centrocampo e chi no: di certo gente come Kone e Fernandes ce l’avrebbero dura con Badu e Iturra in un centrocampo a quattro. Ma guarda caso sia il greco sia il portoghese piacciono proprio al Torino.

Di certo l’arrivo di Quagliarella riaccenderebbe l’entusiasmo tra i tifosi e, forse, anche in Di Natale che da tempo lo rivorrebbe come compagno. Chissà che non possa essere proprio questa, come anticipato, la mossa giusta per curargli il mal di pancia. Dietro la malumore di Totò non  ci sono di certo incomprensioni col tecnico (come già detto), ma forse la consapevolezza che in questa squadra può poco, che uno come lui abituato a grandi imprese ha capito che è troppo solo.

L’anno scorso di questi tempi Stramaccioni, che ha lo stesso agente di Fabio (Beppe Bozzo), lo aveva convinto a venire a Udine. Il club allora tentennò, non se ne fece nulla e  l’attaccante granata iniziò a segnare a raffica così  in estate Cairo è stato bene attento a privarsene.

Oggi Ventura nelle azioni offensive sta spesso chiedendo ai suoi gli inserimenti dei centrocampisti, Baselli su tutti, e così alle punte alle volte tocca fare da gregari per allargare il gioco. E così per Quagliarella gli spazi diminuiscono,e il tecnico l’ha iniziato a sostituire spesso.

Insomma ci sono tanti pro e anche qualche punto di riflessione in questo interesse. Lo chiamiamo in questo modo  perché a Torino ce l’hanno presentato esattamente così, come già avevamo anticipato due giorni or sono. Una cosa è certa: il nome di Quagliarella accende sempre la fantasia, Pozzo lo sa, così come sa anche che una punta serve in ogni caso, si chiami Fabio o no. A gennaio in avanti l’Udinese cerca rinforzi e il 20 dicembre a Torino, in occasione della sfida con i granata, ci sarà modo di parlarne.

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