">

Primavera: Atalanta – Udinese 4-0

Primavera: Atalanta – Udinese 4-0

Commenta per primo!
" data-original-mobile="http://images2.gazzanet.gazzettaobjects.it/wp-content/uploads/sites/35/2015/11/primavera238-320x214.jpg?v=" alt="" />

Zingonia
Settembre 23, 2015
Coppa Italia- Gara Unica

ATALANTA PRIMAVERA: 4-3-3 Turrin, Zambataro, Migliorelli, Castellano (Rocco al ’81), Kresic, Boffelli, Susnjara, La Vigna, Parigi, Tulissi (Baldrighi al 46′), Mazzocchi (Gasperoni al 70′).
A disposizione: Sangalli, Marchetti, Gatti, Mora, Gasperoni, Bolis, Siani, Baldrighi Matarazzo, Di Rocco, Lunetta, Tomas, Giussani.
Allenatore: Valter Bonacina.
UDINESE  PRIMAVERA: 4-1-4-1 Perisan, Presello (Joao al 46′), Maghzaoui, Mincione, Coppolaro, Francescutti, Matic (Castrì al 75′), Borgobello, Lenardi, Garmendia (Amoroso al 37′), Variola.
A disposizione: Dani, Serafin, Goz, Prampolini, Tedesco, Ruscio, Castrì, Amoroso, Joao, Melissano.
Allenatore: Luca Mattiussi.

Arbitro: Candeo di Este.
Marcatori: Parigi, Mazzocchi, Kresic, Susnjara
Ammoniti: Variola

Impegno di Coppa Italia difficile per i bianconeri di Luca Mattiussi. Il tecnico friulano, come anticipato opta per un massiccio turnover per dare spazio a chi finora ha trovato poco spazio. Inoltre la condizione di alcuni elementi non è al meglio, per cui parecchi cambi specie dalla cintola in su: Lenardi unica punta, con Ruscio, Variola, Matic e Borgobello a supporto.
Di fronte in nerazzurri di Bonacina che hanno un tridente di spessore e che hanno una rosa di altissima qualità, come da tradizione naturalmente.
La vincente affronterà la vincente di Vicenza-Modena. E proprio Vicenza, sabato 26 l’Udinese giocherà in campionato.

PRIMO TEMPO Piove a dirotto a Bergamo, ma il campo è più che buono, del resto il centro sportivo di Zingonia è di primissimo livello. Non passa nemmeno un minuto che Coppolaro pasticcia in difesa, regalando a Parigi un pallone facile facile da spingere in rete. Tutta in  salita la gara dei bianconeri.
Poco dopo è Perisan a salvare su una incursione pericolosissima di Susnjara: l’Udinese fatica molto a trovare il giusto assetto, di contro l’Atalanta è aggressiva e trova spazi agevolmente.
Troppo disattenta dietro l’Udinese: al 12′ Mazzocchi si libera in area, e di testa schiaccia a terra raddoppiando per l’Atalanta.
Tenta di reagire la squadra bianconera, ma l’Atalanta è ben chiusa e appare decisamente più esperta. Molti i ’98, infatti, in campo per la squadra di Mattiussi.
Poco da raccontare alla mezzora: Turrin non è mais toto impegnato, l’Atalanta ha capitalizzato al meglio le due occasioni avute. Difficile anche giudicare i friulani, troppo diversi dalla formazione tipo in qui vista. Le assenze pesano, così come pesa la differenza d’età tra i bianconeri e gli orobici.
Una cosa però va sottolineata: anche a Bergamo l’Udinese stenta a sviluppare il gioco sulle fasce, imbucandosi per vie centrali facilmente chiuse di difensori.
Primo tiro verso la porta nerazzurra al 30′ esatto: punizione dai trenta metri di Variola, pallone a lato. Nel finale di tempo entra Amoroso per Garmendia, decisamente non al meglio.

SECONDO TEMPO Troppe le assenze, dunque, per l’Udinese per poter reggere l’urto di un’Atlanta che, va rimarcato, non ha sofferto un pressing asfissiante, ma è stat castigata con le due occasioni nate da due distrazioni difensiva (grave la prima).
Mattiussi manda dentro anche Joao riproponendo il 3-5-2, modulo che per ora sta dando più sicurezza. Dopo un minuto Matic si invola, ma fa tutto da solo non accorgendosi di un compagno libero che aveva fatto superiori. La migliore occasione dell’Udinese è svanita, facendo arrabbiare molto il tecnico bianconero. Al 50′ Mazzocchi ha, invece, la possibilità di portar a  tre le reti atalantine, ma Perisan ci mette un’altra pezza.
La partita ricalca un po’ quella della prima squadra: primi minuti che hanno segnato il risultato, solo che a differenza dei grandi, la Primavera non ha la forza fisica e mentale per mettere sotto gli orobici che controllano il risultato senza patemi.
Cambi nel finale per dare minutaggio a tutti: la gara appare segnata, mentre non si registrano occasioni da ambo le parti.
Chiusi i battenti all’ ‘80 quando un’altra disattenzione generale in difesa regala a Kresic il terzo gol.
Nulla da fare, quindi, per i bianconeri che come già raccontato sono scesi in campo con una formazione necessariamente sperimentale e giovane. Proprio la differenza di età e la qualità della rosa nerazzurra ha fatto la differenza.
Si chiude con un rigore netto al ’90 realizzato da Susnjara che cala il poker.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy