A Milano con due trequartisti?

A Milano con due trequartisti?

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Una Udinese in divenire: l’arrabbiatura per il pareggio col Chievo dev’essere necessariamente tramutata in energia positiva. Anzi, come giustamente dice il Ds Giaretta, in cattiveria agonistica, quella che a tratti sembra mancare, come se ci fossero dei momenti di ipnosi dove l’avversario riesce a mettere paura all’Udinese.

Per la dirigenza friulana non sono vecchie ruggini da eliminare, può darsi, ma rimane il fatto che la mediana è il fulcro della questione: fase di possesso e fase difensiva devono migliorare. Chi pensa di avere uno Scnejider in Guilherme si sbaglia: senza mancare di rispetto al brasiliano, è chiaro chele caratteristiche  l’età non possono permettere certi paragoni. Che nel calcio non sono mai eleganti, perché ognuno ha le sue caratteristiche che, soprattutto, vengono messe in evidenza solo se messi nella condizione giusta di poterle esprimere. Per fare un esempio pratico lo stesso Di Natale, se spostato non avrebbe raggiunto i 200 gol: certo un altro attaccante avrebbe avuto qualche beneficio, ma qualcuno dovrà spiegare perché una squadra se ha un campione non deve giocare per lui oltre che con lui.

Premesso questo, per Milano è possibile che non si cambi di certo modulo: Strama l’ha fatto intendere, il lavoro intrapreso non si cambia per un momento no e per errori fatti che sembrano influenzare la squadra, facendola giocare ancora mentalmente non sgombra.

A San Siro, paradossalmente, senza pressioni di dover vincere assolutamente, si potrà forse vedere una Udinese diversa: combattiva (altrimenti sono guai), ma soprattutto votata al contropiede (quello che fa Inzaghi, tra l’altro), e con due trequartista dietro a Totò. Kone e Fernandes che siano la novità? Lo capiremo durante la settimana, di certo non sarebbe una bocciatura per Thereau, ma un modo per giocare più accorti, con giocatori comunque offensivi, e con una punta pronta all’uso a differenza di quanto accaduto col Chievo.

In mezzo Allan, Guilherme e uno tra Pinzi e Badu sembrano certi, così come appare quasi certo che col rientro di Widmer, Domizzi torni in panchina. Anche qui nessuna bocciatura, ma da terzino non ha il passo per affondare fino sul fondo, come invece cerca di fare lo svizzero, che pure deve migliorare, perché se avanza le famose diagonali ancora non sono affinate. per cui Piris a sinistra e i soliti Heurtaux e Danilo in mezzo.

L’Udinese, in fondo, non deve cambiare molto, deve cambiare mentalità, partendo dalla sicurezza che gli deve dare la classifica. Poi dopo questa serie di partite si capirà se serviranno altri correttivi, anche se appare certo che comunque un attaccante (Aguirre) arriverà.

© Mondoudinese

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