Bagliori di coppa

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Molte più luci che ombre nell’esibizione di coppa Italia dell’Udinese, opposta al Cesena di Bisoli.Stramaccioni, pur effettuando un discreto turn over ha proposto di nuovo la difesa a tre, con le conseguenze che ne comporta sulla composizione del centrocampo, ovvero la riproposizione di Guillherme playmaker di centrocampo, e Allan mezz’ala incursore. Con la difesa a quattro, il tecnico ha specificato più volte che gli serve uno che possa fungere da schermo davanti ai due centrali, e Allan è quanto più simile possa corrispondere a questa barriera. La difesa a tre non necessita di questo giocatore, e può permettersi il brasiliano nelle vesti di “Pirlo” a impostare, e due mezz’ali d’assalto come ieri sera: Pinzi a destra e Allan a sinistra. Se questi sono i benefici portati da questo schieramento, obbiettivamente, più di qualcuno avrà auspicato ieri sera il ritorno alla tanto amata (in passato) difesa a tre. L’Udinese del primo tempo soprattutto, è una creatura che si è mossa con disinvoltura proprio nella fase dove ultimamente balbettava maggiormente, ovvero quella di costruzione. Guillherme, prima di calare leggermente della ripresa, ha imbastito un primo tempo condito di qualità, senso geometrico e verticalizzazioni interessanti, molte di più che in tutte le precedenti partite. Allan dal suo canto, sdoganato da compiti di schermo davanti alla difesa, ha potuto inserirsi, forse come meglio ama, con la palla o senza, rendendosi pericoloso e marcando la sua prima marcatura in bianconero (e che gol poi!).

Dopo la dormita di Bubnic, che ha portato al gol del Cesena, all’alba del match, la partita è stata fatta dall’Udinese, che ha manovrato, grazie anche alla costante spinta di Pasquale a sinistra, a Gejo che ha funto da punto di riferimento importante per far salire la manvora bianconera, e alle invenzioni di Fernandes, finalmente convincente nelle vesti stavolta di trequartista unico dietro la punta. La presenza di Gejo ha costituito un’alternativa importante alla manovra della squadra, che ha potuto avvalersi si dei soliti lancioni lunghi, che con una torre come lo spagnolo la davanti avevano più senso, ma ha potuto/saputo anche manovrare meglio con la palla a terra, grazie ad un punto di riferimento centrale e di stazza. Vedere per credere, la verticalizzazione di Guillherme per lo spagnolo in occasione del palo su destro a giro, quella di Pinzi sempre per lo spagnolo in occasione del gol mangiato dallo stesso, o il modo in cui Pasquale veniva lanciato in area al tiro dopo le triangolazioni con Gejo. Con un ariete del genere, la manovra sia che parta dalle fasce che da corridoi più centrali può trovare un comodo punto d’appoggio, una leva che solleva non il mondo, ma il fronte della squadra di Stramaccioni sicuramente.

Il risultato è un primo tempo in cui la squadra ha imbastito manovre anche a discreta velocità, ma soprattutto ha costruito tanto in termini di occasioni da gol. Merce rara di questi tempi. La ripresa ha visto un ritmo più compassato, un gol preso su palla inattiva, per disattenzione della difesa, e di una palla velenosa persa a centrocampo, e una fatica maggiore a trovare la conclusione in porta, nonostante un Cesena in 10 e arroccato dietro, e le fasce che non hanno mai smesso di funzionare con Pasquale superbo a sinistra, e un più intraprendente Piris a destra. Stramaccioni si è poi giocato la carta Thereau ed Evangelista, mandato all’1 contro 1 sulla destra al posto di Piris. L’Udinese con il brasiliano ha perso in produzione di traversoni, ma ci ha guadagnato in gol. Quello del “profeta” evangelico ha il suo bel peso, nell’economia di una partita, che nei supplementari ha visto l’Udinese rialzare nuovamente il ritmo e continuare a spingere sulla fascia sinistra con Pasquale, mentre il Cesena, ormai alle corde, capitolare come un pugile stanco sui colpi incalzanti dell’avversario. Lo splendido gol di Thereau, su ottimo assist di un generosissimo Gejo, ha poi funto da pietra tombale sulla gara. Insomma, 4 gol, e tutti di pregevole fattura, un palo, e un rigore non assegnato (questi due farina del sacco di Gejo), e diverse conclusioni in porta. Se si raffronta la partita con lo stesso avversario in campionato due mesi fa, la differenza appare netta e marcabile. Quella fu un’Udinese si punita dall’arbitro, ma era una squadra che non era mai stata superiore alla squadra di Bisoli.

L’Udinese di ieri sera ha saputo essere più forte dell’ennesima ingiustizia arbitrale (rigore su Gejo che forse avrebbe risparmiato i supplementari alla truppa), e gli argomenti di gioco dei bianconeri, ieri sera erano talmente convincenti che alla fine la ragione non poteva che essere da parte della squadra di casa. Ora Stramaccioni riproporrà nuovamente la difesa a tre e Guillherme play con Allan mezz’ala? Chi lo sa. Di sicuro, questa partita ha detto che uno come Gejo va tenuto nella dovuta considerazione, e che forse alla domanda di quanti attaccanti dispone l’Udinese, stavolta Stramaccioni conteggerà anche il suo nome, per snocciolare gli effettivi del reparto.

Paolo Blasotti
©Mondoudinese

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