Carnevale: “Zico mi è rimasto impresso per la disponibilità”

Carnevale: “Zico mi è rimasto impresso per la disponibilità”

a cosa che mi ha sorpreso di più quando da giovane calciatore l’ho incrociato è stato il post allenamento: prendeva 20 palloni con le sagome davanti e si esercitava sulle punizione

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Uno che ha conosciuto Maradona e Zico da vicino è stato Andrea Carnevale che un paio di anni ne tracciò il profilo: “Zico mi è rimasto impresso per la disponibilità, per la sua grande personalità. Un grande davvero: riservato, professionista come nessun altro probabilmente. Rimane dentro al cuore perchè ricalca il carattere friulano, umile, straordinario per lo spirito di abnegazione. La cosa che mi ha sorpreso di più quando da giovane calciatore l’ho incrociato è stato il post allenamento: prendeva 20 palloni con le sagome davanti e si esercitava sulle punizione. Noi ragazzini a guardarlo estasiati, lui che ci spiegava alcuni piccoli segreti. Ecco, vorrei tramandare questa esperienza ai ragazzini che ogi sono a Udine”

“Diego era istintivo, altruista, generoso: quelle poche volte che c’era, era un divertimento stargli vicino. A differenza di Zico era un bambinone, palleggiava con i limoni, si divertiva con le rovesciate. Era un bel vedere, faceva spettacolo anche in allenamento. Noi eravamo lì a guardarlo estasiati perchè certe cose, onestamente, riuscivano solo a lui. Aveva molto più genio di Zico, questo sì. Il brasiliano era più ordinato, Maradona più istintivo anche in campo. Messi lo paragonano a Maradona: tanto di cappello, ma Maradona è un altra cosa”.

Infine i caratteri, i gol di mano e la furbizia da Diego, l’onestà di Zico.“Non dico una bugia: Diego era furbo con i gol di mano, ma con noi non ha mai parlato di queste cose. Quando sono passato al Napoli dalle immagini ci samo resi conto che ha fatto gol di mano anche alla Samp. Non so come lo faceva, ma non ne parlava. Come un prestigiatore. Io penso che a Zico sia roso tanto quel gol…erano diversi, e Zico pensava molto a essere onesto anche in campo. Non avrebbe mai segnato di mano, ma per Diego era diverso: per me non si rendeva nemmeno conto di quel che faceva. Era un tutt’uno con l’azione e non ti accorgevi davvero di quel che stava facendo: è accaduto lo stesso al Mondiale contro l’Inghilterra”.

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