Colantuono, parola d’ordine: continuità

Colantuono, parola d’ordine: continuità

Dopo la bella prestazione contro il Verona, l’Udinese scenderà in campo domenica per chiudere il discorso salvezza a Frosinone: “Non possiamo sbagliare, con l’Hellas siamo rimasti concentrati dall’inizio alla fine. E’ questo atteggiamento che vorrei rivedere”

Dare seguito alla convincente vittoria con il Verona e chiudere (più o meno definitivamente) il discorso salvezza con due mesi abbondanti d’anticipo. E’ questo l’obiettivo con il quale scenderà in campo domenica l’Udinese allo stadio Matusa di Frosinone (calcio di inizio alle 15). Concetto ribadito da mister Stefano Colantuono nel corso della conferenza stampa della vigilia, anticipata a oggi visto che la squadra raggiungerà nel pomeriggio la Ciociaria per prepararsi al meglio all’ennesimo confronto diretto della stagione.

Mister, la parola-chiave di questa vigilia è continuità, vero?

Dal punto di vista dell’atteggiamento la continuità non deve mai mancare. Se vogliamo dare una svolta dobbiamo sistemare questo discorso della continuità. I risultati dell’avvio del girone di ritorno ci hanno un po’ condizionato. E’ l’argomento che vorrebbe sviluppare meglio.

Pensa di riproporre la stessa formazione scesa in campo con l’Hellas?

Ho già una mia idea. Nel girone di andata siamo stati colpiti da molti infortuni e alcune squalifiche. Non è stato possibile dare continuità all’undici di base. Questa volta non ci sono problemi, quindi è probabile che la formazione scesa in campo domenica scorsa venga riproposta a Frosinone.

C’è il rischio di scendere in campo con il freno a mano tirato?

E’ chiaro che si tratta di una partita che dobbiamo giocare con la massima intelligenza. Un grande allenatore diceva: quando non si può vincere, non si deve perdere. Però faremmo un grande errore se scendessimo in campo per accontentarci. Il Frosinone è una squadra che rispetto moltissimo, ha raccolto 18 punti sui 23 totali. Ha dato fastidio a tutti, compresa la Juventus che si è imposta a fatica. Sarà una partita dai grandi contenuti, anche dal punto di vista mentale. Con il Verona era una gara simile a questa, che andremo a giocarla su un campo difficile.

Ci può dire qualcosa dell’ambiente del Frosinone?

E’ una tifoseria calda che sta molto vicina alla squadra, è un popolo orgoglioso che ci tiene a fare bene. Lotteranno con tutte le forze disponibili. Sono molto “caldi”.

Dal punto di vista tattico che gara si aspetta?

Non saprei. Adottano solitamente due sistemi di gioco o il 4-3-3 o il 4-4-2 ma per noi non cambia molto.

Con il Verona avete giocato una delle migliori gare della stagione: cosa le è piaciuto di più?

E’ stata una buona partita, giocata con grande attenzione. Siamo riusciti a rimanere concentrati, evitando di concedere occasioni agli avversari. Fino alla gara con l’Hellas avevamo il peggior attacco della serie A, anche se le occasioni le abbiamo sempre create e prima o poi quel pallone deve entrare… Da questo punto di vista in qualche gara ci abbiamo messo del nostro. A livello tattico la squadra ha sempre lavorato bene, siamo sempre scesi in campo con grande ordine. Non abbiamo mai avuto grandi assilli, anche se per qualcuno eravamo già retrocessi… E’ un campionato, invece, ancora da giocare.

L’obiettivo di squadra è senza dubbio la salvezza, ma ci sono anche obiettivi individuali. Pensiamo a giocatori come Silvan Widmer, che ha davanti due mesi e mezzo per giocarsi la sua “chance”…

Non ho mai chiuso le porte a nessuno. Abbiamo cambiato modulo, ma non è escluso che Widmer possa esprimersi come terzino, nessuno ha meno possibilità di altri. Tutti hanno avuto l’opportunità di giocare, penso ai giovani come Aguirre e Perica. L’ultimo arrivato è Balic, vedrete che presto troverà spazio anche lui. Porte aperte a tutti, dunque. Widmer ha avuto un percorso particolare, nel girone di andata è stato out per un infortunio alla caviglia, ma può rientrare, non ho preclusioni.

Zapata non sta convincendo: colpa della lunga assenza per infortunio?

Sicuramente sì. Ha patito un infortunio che in altre situazioni lo avrebbe tenuto fuori dal campo fino a fine stagione. Sono stati bravi i medici e il ragazzo stesso, che ha forzato i tempi per scendere in campo e aiutare i compagni. Alcune prestazioni non sono state brillanti e le ha pagate un po’… ma dobbiamo stargli vicino, merito tutto l’appoggio. E’ questo il momento in cui è necessario dare sostegno.

Tornando al campionato, in questo momento l’importante è non sbagliare…

Esatto. La partita di Carpi, in questo senso, è stata emblematica: da lì sono nati i nostri problemi. Ci poteva stare un mezzo blackout, però è un peccato perchè i 30 punti che abbiamo oggi li avremmo potuti avere già da tempo. Con l’Hellas abbiamo giocato un certo tipo di partita, ma spero di rivedere lo stesso atteggiamento ammirato con il Verona.

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