De Canio: “Mi dispiace ancora non essere restato a Udine”

De Canio: “Mi dispiace ancora non essere restato a Udine”

«Delneri è uno degli allenatori che stimo di più. Abbiamo fatto un percorso simile, siamo della stessa scuola: abbiamo in mente un progetto tattico e tecnico e siamo maniacali nel volerlo raggiungere. Altri puntano più sulla motivazione».

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Genoa-Udinese è anche la partita di Gigi De Canio. Che avrebbe voluto essere ancora sulla panchina dell’Udinese come lui stesso racconta a Il Gazzettino. « No, decisamente non mi è ancora passata. È un tasto dolente, perché nel mio lavoro con la squadra avevo visto qualcosa. Mi dispiace ancora non essere restato a Udine».
Sulla panchina oggi un altro Gigi, Delneri:  «È uno degli allenatori che stimo di più. Abbiamo fatto un percorso simile, siamo della stessa scuola: abbiamo in mente un progetto tattico e tecnico e siamo maniacali nel volerlo raggiungere. Altri puntano più sulla motivazione».
Come Colantuono o Iachini… «Esatto, ma non sbagliano. Forse a Udine non andava bene il loro metodo. A Udine serviva un piano tattico. Il gruppo ha già una grande cultura del lavoro: avevo capito che con qualche aggiustamento le cose sarebbero andate a posto. Delneri ha messo in campo proprio questo: un progetto corroborato dalla fiducia. Il collettivo era già ottimo».

Domenica una gara aperta: «L’Udinese è in fiducia e adesso ha iniziato a correre. Ma il Ferraris è un campo difficile, dove non fa punti quasi nessuno. Servirà tutta la saggezza tattica di Delneri per portare a casa il risultato pieno. È una partita da uomini. L’Udinese si tenga stretta il suo allenatore, perché con Gigi ha trovato la miscela giusta tra motivazione e grande lavoro applicato alla tattica e al miglioramento individuale dei singoli giocatori. Io e lui siamo fatti così: studiosi del calcio nato per divertirsi».

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