Delneri guarda avanti: “Non penso ci saranno grandi partenze”

Delneri guarda avanti: “Non penso ci saranno grandi partenze”

Il tecnico bianconero, presente ieri sera alla cena organizzata dall’Associazione Udinese club a Tricesimo, ha parlato del futuro: “Abbiamo una base importante dalla quale ripartire. La società vuole costruire e ritornare protagonista”

Tanta voglia di… Europa. Così si sono espressi ieri i quasi 600 tifosi bianconeri presenti alla cena di fine stagione organizzata dall’Associazione Udinese club assieme all’Udinese Calcio. Nel salone delle feste del ristorante Belvedere di Tricesimo, Udinese club e – per la prima volta – ultras friulani hanno festeggiato la conclusione di un campionato comunque positivo per il team di Gigi Delneri, l’anno zero dal quale poter progettare un futuro dalle grandi ambizioni. Da Fofana, a De Paul, passando per Samir e Jankto: sono tanti i giovani che si candidano ad attori protagonisti per il prossimo campionato. Con Delneri saldamente al comando, come lui stesso ci ha raccontato.

Mister, si è conclusa una stagione che ha visto l’Udinese spesso protagonista in positivo, ma non sempre. Qual è il suo ricordo più nitido?

L’inizio. E’ stato determinante per poi avere più fiducia nei nostri mezzi e aver programmato le gare successive con maggior serenità, sapendo che potevamo fare qualcosa di buono.

Appena arrivato aveva parlato molto bene di Fofana, un giocatore nel quale ha creduto da subito e che ha ripagato ampiamente tale fiducia. Degli altri chi Udinese De Paul 2l’ha sorpresa di più?

Un po’ tutti, perchè tutti si sono applicati. Tanti avevano qualità diverse. Tra questi anche Balic, che abbiamo avuto l’opportunità di far giocare grazie al fatto che la squadra si è salvata con largo anticipo. Il ragazzo ha avuto la possibilità di entrare e di dimostrare le sue qualità, ben aldilà delle aspettative. Ma colui che ha compiuto il miglioramento più importante è stato Rodrigo De Paul. Secondo me ha interpretato un ruolo diverso con grande applicazione e ha avuto un miglioramento fisico e tattico molto evidente, aldilà delle qualità tecniche già esistenti. E’ stato in costante crescita fino alla fine.

C’è un giocatore, in particolare, che vorrebbe trattenere?

Li terrei tutti, devi dire la verità. Ma non credo che ci saranno grandi partenze da quello che mi risulta. Anzi, vogliamo costruire delle cose importanti. Vogliamo rafforzare la “base” sulla quale aggiungere nuovi tasselli e creare una squadra dinamica, giovane, con un futuro importante.

Un pregio e un difetto della sua Udinese?

Alti e bassi. E’ un pregio della gioventù. Ci sono tanti giocatori che hanno disputato il loro primo anno di serie A in Italia. Penso a Samir, Fofana, Jankto e De Paul… E’ il primo anno che affrontano insieme il campionato italiano, che non è tanto semplice, già per un singolo. Si paga un po’ di inesperienza, a volte subisci la forza avversaria e c’è un problema di mentalità, che dobbiamo cambiare. La mentalità è quella che determina il risultato finale. Mentalmente bisogna essere predisposti a ottenere un sacco di risultati in prospettiva.

Nel corso della serata è riecheggiata da parte dei tifosi la parola “Europa”. E’ un pensiero anche suo?

Innanzitutto l’obiettivo primario è rimanere in serie A. Nella logica della costruzione e dell’evoluzione che ha avuto la società, pensiamo allo stadio per esempio, penso che ci possa essere l’opportunità di inserirsi in un contesta di lotta per un posto che non sia solo la salvezza. La società ha in mente di tornare a costruire, a essere protagonista, di avere una dimensione più alta rispetto a quella attuale. E’ stato iniziato un percorso dove il tempo sicuramente sarà quello che determinerà tutto. Ogni anno dovrà essere inserito un tassello importante. Penso che quest’anno abbiamo riavvicinato il pubblico. E’ stata una bella sorpresa avere ogni domenica 15-18 mila spettatori allo stadio. C’è voglia di riuscire a ottenere ciò che è stato raggiunto nel recente passato. Dobbiamo essere realisti, la lotta è dura, ma cambiando mentalità si possono ottenere grandi risultati. Mentalità positiva, che possa provocare entusiasmo. E l’entusiasmo lo portano i giovani. Servono energie positive, sfrontatezza, anche una parte istintiva che determina certi alti e bassi, ma ci sta. Ci sono diversi giovannotti con queste caratteristiche che si aggiungono a una struttura esperta. Dobbiamo mantenere l’equilibrio, certo, ma una certa “vivacità” è positiva.

Infine, per la stagione 2017-2018 è stato annunciato da mesi l’acquisto di Kevin Lasagna. L’ha seguito? Ha già idea di come potrà impiegarlo?

Ha segnato molti gol quest’anno. Si dovrà adattare alla serie A che non è la B. Comunque è un ragazzo di grande profondità, di grande veocità, ha grande senso del gol. E’ arrivato da poco nel calcio che conta, fino a quattro anni giocava in serie D. Si è fatto bene le ossa, ha fame, ha voglia di fare, di sacrificarsi. Ha le caratteristiche del calciatore attuale: grande velocità, grande portatore di palla, attacca bene lo spazio. E’ un giocatore che può essere utile all’Udinese, fermo restando che abbiamo elementi nella rosa o che arriveranno con le caratteristiche giuste da abbinare per arrivare ai 25 gol degli attaccanti, ai 10 dei centrocampisti, ai 7-8 degli esterni, con l’idea di non avere un unico terminale offensivo ma avere tutti i giocatori nelle condizioni di poter fare gol.

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