Falsa partenza

Falsa partenza

Sei punti conquistati nei soli primi tempi: l’Udinese in questa classifica è penultima, solo il Carpi ha fatto peggio con 3. Un dato che stride con quello dei secondi tempi, dove i bianconeri hanno ottenuto 14 punti e sono secondi  al pari di Napoli, Lazio e Fiorentina (solo la Roma ha fatto meglio).

Insomma una Udinese che sembra Dr Jeckyll e Mr Hyde, tanto è trasformista. Impossibile dare spiegazioni che non siano legate all’aspetto mentale, ma non c’è solo un fattore paura a incidere.

E così ritornano in mente due particolari. Uno risale alla prima di campionato, quando Stefano Colantuono sui campi del Bruseschi durante la rifinitura che precedeva la partita con la Juve parlava ai suoi così: “Stiamo accorti, chiudiamoci bene dietro che poi alla distanza calano e colpiamo”. allora fu profetico e si materializzò la più bella impresa di questa stagione, che mai come oggi si può definire in bianco e nero.

Il secondo episodio risale al post gara col Genoa, quando Ali Adnan in Mix Zone confermava che l’atteggiamento attendista della squadra era ordine tecnico.

Insomma Colantuono sembra prediligere una partenza soft, consapevole che poi alla distanza i suoi possono solo crescere, anche in virtù di una condizione fisica decisamente buona. Una scelta tecnica che deve prima di tutto essere confermata dal diretto interessato (magari prima della sfida col Frosinone darà qualche risposta), ma che se fosse così potrebbe rivelarsi un boomerang a lungo andare. L’Udinese, ma questo discorso vale per tutti, dovrebbe imporre sempre il suo gioco per non dare la sensazione di non averne uno.

Il discorso bel gioco, però, è relativo: se una squadra gioca bene e non fa punti, hai voglia a parlare di fraseggi. Il punto preso a Verona non sarà stato bello, ma certamente efficace, per cui i ben pensanti dell’estetica si rassegnino. Per ora. perché la crescita della squadra passa inevitabilmente anche attraverso una crescita del gioco. Se in certe condizioni è accettabile ottenere il minimo sindacale, alla lunga questo non può avvenire e pensare sempre che si siano dietro tre peggiori potrebbe rivelarsi deleterio.

Tornando alle classifiche ce n’è un’altra che conferma la falsa partenza dell’Udinese. Ovviamente è quella dei punti ottenuti in casa e in trasferta. Nel primo caso i bianconeri sono i peggiori della Serie A con 1 (Verona e Bologna ne hanno 3), mentre in trasferta sono 7 i punti presi e l’Udinese è prima a pari merito con Roma, Roma, Inter, Sassuolo e Fiorentina.

Che il fortino ‘Friuli’ non sia tale è evidente, non da quest’anno ma da un bel po’ oramai. Fin dal girone di ritorno targato Guidolin i primi scricchiolii arrivarono, l’anno scorso Stramaccioni imputò alcune sconfitte anche al fatto che lo stadio era un cantiere. Oggi la tendenza è confermata e c’è qualcosa di patologico, dunque, in questa Udinese che va sradicato. Certamente chi arriva a Udine sa che il nuovo catino è un’arma per i padroni di casa, ma è anche consapevole che per non farsi distrarre dal pubblico a ridosso del campo deve dare il 100 per cento. E i bianconeri, evidentemente, oggi come nel recente passato non arrivano a dare tutto. Non lo fanno per almeno metà gara e questo è un male che la squadra si porta dietro da tempo: oggi con molti volti nuovi non dovrebbe accadere, ma probabilmente c’è anche dell’altro. Fuori casa i bianconeri appaiono più liberi mentalmente e solo chi vive loro vicino quotidianamente può spiegare come mai accade.

Infine una curiosità: quest’anno l’Udinese, stranamente, è terzultima anche nella classifica Fair Play, frutto di  25 gialli e  2 rossi, peggio solo Atlalanta e Genoa.  (Foto Zimbio)

 

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