Gino Pozzo: sempre innamorato dell’Udinese

Gino Pozzo: sempre innamorato dell’Udinese

«Io penso all’Udinese in modo prioritario da 25 anni, il Watford non ha cambiato nulla, anzi è un valore aggiunto»: Gino Pozzo lo ha detto e lo ribadisce. Gli Hornets, che affrontano l’Arsenal di Sanchez, non sono una distrazione. Ma nell’intervista al Messaggero Veneto, Pozzo nega anche un disimpegno per trasferirsi definitivamente a Londra: «Follia. Il cuore è per l’Udinese, che è un affare di famiglia. Una famiglia legata ai valori friulani e che, anche con l’avventura del Watford, vuole portare nel mondo il modello vincente dell’Udinese. Orgoglio, ambizione, la chiami come vuole. Il progetto-calcio della mia famiglia non può prescindere e mai lo farà dall’Udinese. Giovedì pomeriggio ero allo stadio Friuli a parlare con la squadra. Il momento è delicato, lo so bene, domani abbiamo di fronte una partita fondamentale per la nostra stagione. Ho parlato con mister e giocatori a lungo: voglio rivedere la “mia” Udinese».

Intanto, però, al Watford arrivano giocatori di primo piano…”Watford e Udinese sono su due pianeti diversi. Lo sa qual è il monte ingaggi della nostra squadra inglese? Oltre 50 milioni di euro. A Udine quasi la metà. Perché qui in Inghilterra i diritti tv sono spartiti proporzionalmente tra le squadre, in Italia, per una politica assurda, se li spartiscono le squadre più forti. Così aumentare gli ingaggi è impossibile senza tenete i conti a posto. Watford e Udinese, però, possono essere alleati, certamente trattano target di giocatori diversi e non si fanno la concorrenza sul mercato»

La sua Udinese, intanto, annaspa: «Ne siamo consapevoli. Ma attenzione: non mi sono esaltato dopo la vittoria a Torino con la Juve, arrivata dopo una partita giocata tutta in trincea, e non mi sono depresso dopo risultati negativi come contro il Palermo e prestazioni brutte come quelle successive, partita col Genoa compresa. Sono convinto che abbiamo allestito una squadra all’altezza, e lo dico con convinzione. Certo è che ci aspettiamo che giocatori come Edenilson, Fernandes, Widmer giochino ai loro livelli. Ma tutta la squadra ha potenzialità».

Insomma, il concetto è chiaro, così come è chiaro che Colantuono non rischia, anzi per Pozzo è paragonabile a Spalletti che al suo primo anno ha faticato inizialmente:  «Lo seguivamo da tempo perchè lavora molto, tatticamente è preparato e duttile».

La squadra è falcidiata dagli infortuni, Pozzo lascia aperto uno spiraglio sul mercato:  «Siamo corsi ai ripari prendendo Lodi in regia. Ora attendiamo di capire quanto realmente ci vorrà per tornare in campo agli infortunati. Tra un mese e mezzo prima della sosta di Natale faremo le necessarie valutazioni e, se servirà, interverremo sul mercato. Gli occhi sono aperti già da tempo, ma c’è tempo».

Pozzo, infine, spiega le strategie dietro alle quali si nasconde la scelta di prendere giocatori non più giovanissimi: «Diciamo che è cambiato il mercato e noi siamo pronti a cambiare rotta. Una volta dalla C arrivava il Giannichedda di turno, poi bisognava andare in Brasile o in Cile a scovare talenti, adesso il target è quello del calciatore già noto, più esperto e che sceglie Udine per la “ripartenza” della sua carriera. Per meritarsi un’altra chances in una big ad esempio. Allan venduto per il Granada?  Fa parte delle sinergie. Del resto in Spagna possiamo tesserare quanti comunitari vogliamo, in Italia i regolamenti ce lo vietano. Ma una cosa deve essere chiara ai friulani: gli investimenti per fare grande l’Udinese non mancano e non mancheranno. E lo dico senza dimenticare la nostra dimensione: provinciale che da fastidio alle grandi. E quando capita, ed è capitato spesso e ricapiterà, che le grandi si devono inchinare all’Udinese deve essere grande festa». 

 

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