Gli amici ritrovati

Gli amici ritrovati

I migliori dell’Udinese in questo frangente di stagione, che ha molto il sapore dell’autunno, sono due vecchie conoscenze: Francesco Lodi e Felipe. C’è poco da fare, ad oggi risultano essere i due ‘vecchietti’ arrivati come pezze dal mercato a risultare quelli che hanno qualcosa in più. Per Karnezis, invece, una conferma, ma anche la solita questione: se il portiere è quasi sempre il migliore in campo, allora come si può dire che l’Udinese giochi bene? Trascurando questo annoso dilemma, torniamo ai due. Felipe si è inserito subito da leader, ha un animo friulano che non è solo propaganda. Il suo orgoglio di vestire il bianconero assicuriamo che è reale: quando quest’estate circolava il nome del suo omonimo del Corinthians, telefonammo proprio a Feli, il quale ci disse: “Ma perché andarlo a prendere quando hanno l’originale che farebbe carte false per tornare?”. Erano parole sincere, confermate oggi sul campo. Una media voto da protagonista (6,4 in tre gare), nessuna particolare sbavatura, una forma fisica che sta migliorando e un carisma che mancava anche nello spogliatoio, dove tra tante lingue un po’ di furlan (anche se con marcato accento brasiliano), non stona di certo. 25102015-IMGL0660L’altra riscoperta è e pensare che se non ci fosse stato l’infortunio di Merkel nemmeno lo si sarebbe preso in considerazione. E’ proprio vero, la sfortuna altrui spesso coincide con le fortune di altri. E in questo caso dal fallimento del Parma è stato riscoperto questo giocatore dal sinistro fatato, ma che tropo spesso il calcio italiano l’ha relegato ai margini. Meglio , come sempre, giocatori esotici e permetteteci di dire che chi rimpiange Guilherme (che l’anno scorso non ha di certo incantato) ha un regista vero ben servito sul piatto bianconero. Il brasiliano ce l’avrà dura a riprendersi il posto da volante quando rientrerà. Con lui in campo l’Udinese è migliorata molto come manovra, si è passati dai 26 lanci lunghi col Genoa (che Colantuono ripudia…) ai 10 col Frosinone, segno che c’è qualcuno capace di prendere in mano le redini della manovra. Insomma sono sprazzi di sole in  un autunno che annebbia: l’Udinese non può essere solo pochi singoli, deve trovare un’anima. Ora Roma, Sassuolo e Napoli diranno se con questa classifica (+5 sulla terzultima) si può migliorare anche come personalità, o serve appellarsi sempre e ancora all’estro di qualcuno.

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