Il tassello mancante

Il tassello mancante

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Se la questione punta è importante, la possibile partenza di Allan per Napoli (con relativo arrivo di Zapata), lascia aperta la questione centrocampo. L’amichevole con lo Shalke ha dato buone indicazioni (le vedremo in seguito), ma per ora sono parziali, ovviamente.

Dai tempi di Gaetano D’Agostino manca un vero ‘cervello’, ovvero quel playmaker che sappia dettare i tempi e creare il gioco. Ruolo che è andato via via perdendosi con Francesco Guidolin, che faceva inserire le mezzali (Asamoah e Isla), con u mediano vecchia maniera in copertura (Pinzi).

Con Andrea Stramaccioni il discorso è tornato d’attualità, col tecnico romano che ha provato varie soluzioni, tutte bollate come ‘esperimenti’.
Il punto è che i vari Guilherme, Kone, Fernandes, Halleberg, hanno sì qualità tecniche, ma forse non hanno il passo per agire davanti alla difesa. Con l’avvento di Stefano Colantuono, però, il ruolo è tornato di moda prepotentemente, visto che nelle intenzioni la squadra dovrebbe giocare col 3-5-2. Non uno schema come quello usato da Di Francesco, però, visto che mancano le mezzali veloci e che puntino l’uomo capaci ri ricalcare quel modulo. Si va verso, quindi, un’idea di difesa compatta con un giocatore a protezione davanti, ma che sappia ingranare la manovra una volta ricevuto il pallone. Allan sarebbe stato l’ideale, ma il Napoli se lo sta portando via.

Arrivando all’amichevole contro i tedeschi, la palma di migliore in campo spetta  Valerio Verre. Sul giovane U21 ci sono tante attese, tutte confermate dalle prestazioni offerte a Perugia in B e in questi primi giorni in bianconero. Ma in Umbria il centrocampista ha sempre agito più da mezzala che come perno della manovra. Le amichevoli in programma diranno se potrà prendere per mano l’Udinese, ricalcando le orme di D’Agostino che proprio dalle giovanili della Roma è arrivato a imporsi in quel ruolo.

Il piede Valerio ce l’ha, la visione del gioco anche: deve dimostrare anche di esserci fisicamente, di saper rubare palloni. Se ci riuscirà l’Udinese potrà mettersi il cuore in pace e rinunciare a cercare altri elementi con queste caratteristiche sl mercato. Che non sono affatto facili da individuare: qualche indizio ha portato in Argentina, ma prima di compire costose operazioni è meglio guardare da vicino la meglio gioventù nostrana.

Dalla partita con lo Schalke arrivano buone indicazioni anche da Guilherme: rinfrancato, presente, davanti alla difesa, un giocatore che può essere utilissimo se ritrovato.

Senza scordare Simone Pontisso: il gioiellino cresciuto con luca Mattiussi ha già esordito in A a cagliari grazie a Stramccioni che l’ha accudito durante l’anno scorso, facendolo spesso allenare con la prima squadra. Un lavoro che va raccolto e valorizzato: poi se Pontisso ha già il passo per giocarsela ad alti livelli è impossibile da dire oggi, ma certamente va provato. la visione del gioco c’è, in più ha un tiro al fulmicotone che dalla distanza potrebbe essere utile.

AAA cervello cercasi, dunque: con Edenilson ( o Widmer) a destra, Ali Adnan (o Pasquale) a sinistra e con Pinzi, Verre, Guilherme, Kone e Fernandes che se la possono giocare in mezzo, è l’ultimo tassello da mettere a posto per il 3-5-2 che Colantuono sembra voler portare avanti.

LA SINTESI DI UDINESE-SCHALKE 04
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