Io sono leggenda

Io sono leggenda

Antonio Di Natale, semplicemente la leggenda dell’Udinese moderna. Nessuno come lui, lo dicono i numeri incredibili di una carriera in bianconero.

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Antonio Di Natale, semplicemente leggenda. I suoi numeri forse ancora non sono chiari, solo ora un po’ di tempo il suo peso specifico per l’Udinese verrà chiaro completamente.
Per adesso parlano solo le cifre.

GLI ALLENATORI Sono 18 gli allenatori con cui ha giocato Di Natale: Guidolin è quello che l’ha fatto rendere al meglio (103 reti complessive tra tutte le competizioni). Con Marino 55, con Stramaccioni ne ha messe a segno 18, con Spalletti 11 e con Cosmi 11. Ha segnato anche con Baldini (46), Perotti (3), Galeone (8), Dominissini e Sensini (1), Malesani (8), De Biasi (6).
Gli unici con cui non è andato a segno sono stati Mario Somma e Gigi De Canio.

LE SQUADRE E’ stato la bestia nera della Samp, alla quale ha segnato 18 reti. Seguono la Roma (14), Chievo e Milan (12), Genoa, Parma e Palermo (11), Fiorentina, Lecce e Catania (10).

E’ il primatista di presenze e di reti con la maglia dell’Udinese in Serie A (384 presenze e 190 reti) e nelle competizioni UEFA per club (37 presenze e 17 reti).

LA HALL OF FAME Nella classifica dei più prolifici realizzatori italiani, occupa l’ottava posizione con 310 gol (preceduto da Silvio Piola con 390, Alessandro Del Piero con 346, Giuseppe Meazzacon 338, Luca Toni con 322, Francesco Totti con 319, Roberto Baggio con 318 e Filippo Inzaghi con 316).

LE DATE Il 31 agosto 2004 ha firmato il suo contratto con l’Udinese. Concludendo il torneo 2004-05 in quarta posizione, la squadra entra per la prima volta in Champions League. Il 2 novembre 2005 realizza una doppietta contro il Werder Brema, non sufficiente ad evitare la sconfitta per 4-3. Qui verrà ricordato anche per il ‘vaffa’ a Cosmi dopo la rete della vittoria. Nel campionato 2009-10 supera il primato di reti di Bettini, tagliando anche il traguardo delle 100 marcature in A.Vince anche il titolo di capocannoniere, impresa replicata l’anno successivo: autore di due triplette a Napoli e Lecce, trova inoltre la centesima rete in A con i bianconeri.

Il 23 ottobre 2011 un’altra tripla marcatura, stavolta al Novara, vale la vittoria e il temporaneo comando della classifica che mancava da 11 anni. Il 24 agosto 2014 segna 4 dei 5 gol con cui i bianconeri sconfiggono la Ternana in Coppa Italia. Esattamente 3 mesi più tardi, il 23 novembre, fa coincidere la 400ª presenza in Serie A con il 200º gol: la marcatura vale un pareggio contro il Chievo.Nello stesso campionato supera le 700 partite da professionista, prima di sorpassare Roberto Baggio nella classifica dei marcatori di A.

I NO Due i suoi no famosi, pur di rimanere a Udine: al Napoli nel 2008 quando Pierpaolo Marino voleva prenderlo assieme a Quagliarella, e nel 2009 alla Juve.  Tre volte aveva minacciato di lasciare nelle scorse stagioni, poi ritornando sui suoi passi.

IN AZZURRO In Nazionale la prima convocazione arriva grazie a Giovanni Trapattoni: Di Natale esordisce con la maglia della Nazionale il 20 novembre 2002, a 25 anni, nella partita amichevole Italia-Turchia (1-1) disputata a Pescara. Realizza il suo primo gol in Nazionale il 18 febbraio 2004, nella partita amichevole Italia-Rep. Ceca (2-2) disputata a Palermo.

Il nuovo C.T. Roberto Donadoni lo richiama in Nazionale nel 2006, dopo il biennio di Marcello Lippi nel quale Di Natale non viene convocato, facendone un punto fermo della propria squadra sin dalla prima partita, persa (2-0) contro la Croazia il 16 agosto 2006. Dopo due gol in amichevole contro Turchia e Ungheria segna per la prima volta in una gara ufficiale con la maglia azzurra, mettendo a segno una doppietta contro l’Ucraina, nella gara del 12 settembre 2007 vinta 2-1 a Kiev, valevole per le qualificazioni europee. All’Europeo 2008 gioca due partite, tra cui i quarti di finale contro la Spagna dove, dopo lo 0-0 e i tempi supplementari, ai rigori, Iker Casillas para il suo tiro dal dischetto. Complice anche l’errore di De Rossi, l’Italia viene eliminata.

Il 6 settembre 2008, il nuovo C.T. Marcello Lippi lo impiega in Cipro-Italia (1-2), la prima partita valida per il girone di qualificazione ai Mondiali 2010, nella quale realizza la doppietta decisiva per la vittoria.

Il 28 marzo 2009, durante la partita della Nazionale giocata a Podgorica contro il Montenegro, dopo pochi minuti dall’inizio scivola malamente a causa del campo viscido, provocandosi una lesione parziale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il 18 novembre, alla sua 30ª presenza, indossa per la prima volta la fascia di capitano della Nazionale, nella partita amichevole Italia-Svezia (1-0) disputata a Cesena.

Viene convocato per il Mondiale 2010 in Sudafrica, dove veste la maglia numero 10. Disputa le tre partite del girone (giocando solo Italia-Slovacchia dal primo minuto), che vede la Nazionale ultima classificata. Il 24 giugno 2010 realizza il gol del momentaneo 1-2 contro la Slovacchia nella partita conclusasi poi 2-3 che sancisce l’eliminazione dell’Italia. Viene reputato come uno dei pochi calciatori della Nazionale italiana ad aver concluso la manifestazione con una prestazione sufficiente.

Dopo due anni di assenza, a 34 anni Di Natale torna in Nazionale sotto la guida di Cesare Prandelli, che lo inserisce nella lista dei 23 convocati per l’Europeo 2012. Il 10 giugno 2012, dopo essere subentrato a Balotelli, realizza il primo gol dell’Italia nella manifestazione in occasione della partita di esordio contro la Spagna (1-1). « È stato il gol più importante della mia carriera. Con la Spagna avevo un conto aperto, dopo il rigore di quattro anni fa. » Quello sarà l’unico gol subito da Iker Casillas nel torneo. La Nazionale Italiana riesce ad arrivare in finale, nella quale Di Natale entra in campo all’inizio del secondo tempo, ma perde 4-0 contro la Spagna.

OGGI Quest’anno in gol è andato una sola volta, contro il Genoa. Dall’arrivo d Gigi De Canio non è stato più convocato,  prima per scelta tecnica, poi per infortunio. Domenica 15 maggio 2015 l’epilogo dell’incredibile storia di Di Natale a Udine. Lui è leggenda, lo dicono i numeri.

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