La pioggia nel lazzaretto, mentre Aguirre scalpita

La pioggia nel lazzaretto, mentre Aguirre scalpita

Piove su Udine, piove a dirotto sull’Udinese dove piovono infortunati. La pioggia nel lazzaretto bianconero versione aggiornata:  agli infortunati già conosciuti si aggiunge il greco Kone, che paga a caro prezzo la sua prestazione con una Grecia già eliminata dall’Europeo. Il nazionale ellenico, infatti, si è infortunato durante la partita con l’Ungheria e si è procurato una “lesione del gemello mediale della gamba destra”. In sintesi due mescetti buono, anche per lui arrivederci al 2016. Così come per Zapata, per Merkel e per Guilherme.

A loro si aggiungono altri acciaccati: Thereau continua a lavorare a parte e la condizione non sembra essere delle migliori, diciamo ci è al 70 per cento. Heurtaux dopo l’infiammazione al ginocchio che l’ha tenuto fuori nelle ultime settimane continua a lavorare a parte. Evangelista ugualmente continua il suo percorso di recupero.

Se non bastasse Francesco Lodi deve togliersi di dosso la ruggine accumulata nei mesi scorsi e nemmeno lui è al 100 per cento, anzi se arriva all’80 è già un buon risultato. Marquinho è nella stessa condizione, poi ci sono le condizioni dei nazionali da monitorare. Gli ultimi ad arrivare a Udine saranno Badu e Piris, vittime di voli transoceanici dalle Americhe. Saranno  disposizione di Colantuono solo giovedì. Guidolin era solito dire che non gli piaceva schierare chi rientra dagli impegni internazionali a ridosso della partite: vuoi perché si sono allenati parzialmente, vuoi per la stanchezza mentale che certi impegni lascia.

Insomma per la gara col Verona l’Udinese non è di certo il volto della salute.

Però non è nemmeno giusto soffermarsi su questo, visto che la rosa è stata composta anche in previsione di questi momenti. Però serve coraggio: ad esempio c’è un Aguirre che scalpita da inizio stagione, ma finora non è riuscito a convincere il tecnico a lanciarlo titolare nonostante Thereau si sia perso dopo il gol di Torino. Al Bentegodi potrebbe essere la volta buona, anche perché la sua velocità potrebbe risultare utilissima contro una difesa non di certo irresistibile.

Tornerà anche Fernandes, rinvigorito dalle prestazioni col suo Portogallo u21: almeno qui le nazionali sono servite a qualcosa. Il portoghese aveva bisogno di una iniezione di fiducia, in fondo è il suo limite ancora. Gli serve sicurezza, perché va soggetto a troppi alti e bassi.

Infine Felipe: lui la forma la sta già trovando, la ruggine è dimenticata e col Genoa l’ha dimostrato risultando uno dei migliori. Visto che Piris  rientra solo giovedì e nemmeno lui p in forma, l’italo brasiliano si candida autorevolmente.

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