La rincorsa

La rincorsa

La rincorsa, e che bella rincorsa, e’ iniziata: all’Udinese il compito di non bloccarsi, di continuare a lottare, a giocare, e, per quel che sara’ possibile e finche’ lo sara’, sognare.

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Con un turno infrasettimanale-spezzatino che si chiudera’ questa sera e che sempre stasera, con inizio alle 20.45, vedra’ l’Udinese impegnata sul terreno del “Luigi Ferraris” a Genova contro la Sampdoria, si pone fine all’anno solare 2016 del calico di Serie A. Un 2016 per molti versi difficile per l’Udinese, passata attraverso due esoneri, la rinuncia a chi, magari senza eccessiva gloria ed al netto di un’intera stagione, questa squadra l’aveva condotta alla salvezza, ed un presente capace di regalare sorrisi dall’avvento dell’”uomo di Aquileia”, Gigi Delneri.

E con Delneri si guarda al futuro. Un futuro vissuto e costruito partendo da un qualcosa che, in un lampo, da presente e’ subito diventano passato. Se la fine della scorsa stagione calcistica aveva segnato l’addio al bianconero dello storico capitano Di Natale, la conclusione dell’anno solare ufficializza il pressoche’ totale passaggio di consegne tra il Paron Giampaolo Pozzo ed I figli Gino e Magda. In campo, la stagione in corso, specie nei suoi piu’ recenti sviluppi, ricorda sotto molti punti di vista la stagione del ritorno sulla panca bianconera di Francesco Guidolin.

Inizio da incubo (quello di quest’anno non ha visto le zebrette portare avanti il fardello di uno 0 nelle prime giornate, ma il modo di stare in campo della squadra non lasciava soddisfatti ed inoltre mancava un’identita’ di gioco ora ben riscontrabile) e poi, una gara risolta nel recupero, da un difensore –nel 2010 Benatia, il 5 dicembre Danilo, per giunta sempre contro una squadra dell’Emilia Romagna, allora il Cesena, poco piu’ di due settimane fa il Bologna-, e 3 vittorie consecutive che si traducono in un’immediata risalita in classifica. E’ iniziata una sorta di rincorsa che ci si augura continui come minimo fino alla partita del dopo-festivita’ natalizie contro l’Inter dell’8 gennaio. Metti che –tanto per stare in tema con giochi di societa’ tipicamente natalizi- il terno dell’Udinese diventi una cinquina, e a quel punto si’ che l’appetito aumenterebbe. “Stin calmuts” avrebbe predicato il Guido, Delneri sembra invece orientato a pensare che vi e’ un certo numero di partite ancora da disputare, e che lo spirito da gettare sul campo debba essere quello di entrare sul terreno di gioco disposti a vincerne il maggior quantitativo possibile. Affinche’ la rincorsa prosegua ed il terno possa diventare una sostanziosa cinquina, di mezzo c’e’ quella Sampdoria contro la quale, negli ultimi 13 anni, gli incroci disputati in quel di Marassi mettevano sempre in palio importanti traguardi sui cui striscioni si distingueva sempre in maniera chiara la scritta “Europa”.

L’Udinese e’ carica e vorrebbe continuare a stupire. Delneri peraltro torna da avversario in quella Genova blucerchiata alla quale il tecnico di Aquileia e’ stato capace di regalare l’ultimo approdo ai preliminari di Champions League. La gara e’ di quelle difficili. Se e’ vero che, malgrado l’importante rientro di capitan Danilo al centro della retroguardia, e’ proprio la difesa il reparto che in questa Udinese corroborata nelle sue convinzioni lascia spesso I tifosi col fiato sospeso, ecco che gli uomini in bianconero dovranno interpretare la quarta partita di tipo diverso nell’ambito di questa striscia che sinora e’ stata foriera di tre successi consecutivi, fatto che ad Udine non si verificava dall’autunno di due anni fa. Si’, perche’ se col Bologna si e’ fatto tiro al bersaglio ma si e’ sbloccato e vinto il match al 93’, se l’Atalanta ha fatto lei tiro al bersaglio a Bergamo ma poi l’Udinese e’ stata scaltra a fare sua la gara con l’arma del contropiede, e se l’alquanto modesto Crotone ha avuto le palle gol migliori prima che l’Udinese sbloccasse e poi legittimasse il risultato, ecco che sotto la Lanterna, le zebrette che volessero regalarsi un Natale da sogno capace di far a sua volta sognare I tifosi, dovranno interpretare un tipo di gara contrassegnata da una maggior autorita’, e dall’ancor maggior capacita’ nel tenere in mano il pallino del gioco e del risultato.

La “garra” che Gigi Delneri e’ riuscito a trasmettere ai suoi uomini e’ fuori discussione, ma ripetere pedissequamente una tattica tipo Bergamo o ricadere nelle amnesie di inizio gara di domenica scorsa, stavolta potrebbe rivelarsi poco funzionale, per non dire suicida. La Sampdoria dispone di uomini capaci di creare voragini nel caso in cui lo sviluppo del match imponesse agli uomini in bianconero di attaccare per recuperare e dunque di scoprirsi. Frattanto Thereau e Zapata sembrano essere uomini imprescindibili per cercare di far veramente male ad una squadra del presidente Ferrero tanto pericolosa dalla zona nevralgica in su quanto non insuperabile in difesa. La rincorsa, e che bella rincorsa, e’ iniziata: all’Udinese il compito di non bloccarsi, di continuare a lottare, a giocare, e, per quel che sara’ possibile e finche’ lo sara’, sognare.

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