Le cinque giornate di Udine

Le cinque giornate di Udine

Le cinque giornate di Udine cominciano e serviranno per sbollire un finale di estate rovente e calmare sul nascere le paure di autunno caldo.

Saranno cinque giornate calde a Udine, non solo per un’estate meteorologica che sembra essere esplosa un po’ in ritardo rispetto i canoni tradizionali. Saranno giornate bollenti soprattutto per l’Udinese che tra la gara con l’Empoli di domenica e la chiusura del mercato mercoledì potrà veder cambiare molte cose.

Si parte con i toscani, gara già da non perdere. Anche pareggiare aprirebbe comunque una crepa ulteriore in un ambiente già di per sé mesto dopo le prime due uscite stagionali. Serve una svolta per non cadere in una depressione che in autunno potrebbe solo peggiorare. Servono risposte tecniche e tattiche e Iachini deve già dimostrare che il suo lavoro ha iniziato a portare qualche frutto.
Il fatto che dopo due mesi di difesa  a tre a oltranza si sia passati a quella a quattro (almeno nelle sperimentazioni settimanali) fa capire che, oltre a mancare ancora un’identità, mancava anche la convinzione reale in quel che si stava facendo e che alla fine chi poneva il dubbio sul modulo non aveva tutti i torti.
Il tecnico marchigiano ha provato e riprovato un 4-3-1-2 che potrebbe essere schierato contro la squadra di Martusciello. Widmer e Adnan terzini, Felipe e Danilo centrali in difesa; in mediana Badu, Hallfredsson e Fofana; in avanti forse Evangelista (De Paul non è al meglio) dietro a Zapata e Matos, per un quasi-tridente all’occorrenza.
Rimangono i dubbi sui terzini, ma oramai tanto c’è in rosa e specie sulla sinistra forse occorre ancora qualcosa. Finché si può.

Qui si cade sul discorso mercato che vede come primo nome sula lista quel Kums che diverrebbe il regista che tanto mancava. Che poi il belga dalle buone credenziali e dai parecchi gol (Scarpa d’oro nel suo paese l’anno corso) possa cambiare volto alla squadra sarà tutto da verificare. Un po’ Walem, un po’ Van Der Wegt per chi li ricorda, comunque un buon innesto se poi si andrà a sfoltire tagliando quelli elementi che potrebbero creare disturbo alla lunga. Un buon  innesto se si inizia ad avere un’identità, perché altrimenti rischia di rimanere un faro nel buio.
Il club sembra cercare anche un difensore, ma anche qui tutto sarà relativo alle uscite. Insomma non attendiamoci una rivoluzione finale, semmai qualche tassello in più, ma prima di tutto servirà costruire un concetto di squadra che vada al di là delle note tecniche.

Le cinque giornate di Udine cominciano e serviranno per sbollire un finale di estate rovente e calmare sul nascere le paure di autunno caldo.

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