Delneri: vogliamo onorare i 120 anni del club

Delneri: vogliamo onorare i 120 anni del club

Il tecnico bianconero presenta il posticipo di domani sera allo stadio Friuli contro il Bologna: “Stiamo lavorando sugli errori individuali che hanno compromesso le ultime due gare”

Sarà Udinese-Bologna il match che chiuderà la quindicesima giornata di serie A. Domani alle 21, i bianconeri scenderanno in campo per affrontare il team di Roberto Donadoni in un clima “d’altri tempi”. E’ stata, infatti, scelta proprio questa gara per festeggiare i 120 anni di fondazione del club e per l’0ccasione i ragazzi di Gigi Delneri indosseranno una maglia celebrativa old fashion. Inoltre saranno presenti alcuni dei grandi campioni del passato come Totò Di Natale, Valerio Bertotto, Marco Branca e molti altri. Un contesto speciale per un incontro che dovrà segnare la svolta per l’Udinese, dopo le due battute d’arresto con Napoli e Cagliari. E’ questo che si augura proprio mister Delneri.

Mister, quanta voglia c’è di festeggiare domani sera?

L’importante è tener conto di ciò che abbiamo fatto finora e di produrre un calcio in aggressività, onorando al meglio l’anniversario di una società che ha compiuto grandi passi in Italia e in Europa. Devo dire che la squadra è motivata, ha voglia di fare bene, anche se stiamo incappando in errori individuali abbastanza inusuali. Stiamo lavorando sull’attenzione.

Rispetto alla partita con il Cagliari cosa dovete migliorare?

Domenica nei primi 35 minuti il Cagliari non è pervenuto. Concediamo poco, in generale, agli avversari ma poi commettiamo degli errori difficili da spiegare. Su questo stiamo lavorando. Il Bologna è una squadra giovane, dovremo essere bravi noi a giocare con un senso di sicurezza, giocando la gara in modo corretto per le nostre caratteristiche. Dobbiamo tornare a essere solidi come lo siamo stati prima del confronto con il Napoli. Abbiamo perso per delle nostre distrazioni.

Spesso preferisce schierare Felipe come terzino sinistro…

Tanti destri giocano a sinistra. Soffriremo noi in uscita perchè i tempi sono diluiti, ma l’atteggiamento tattico non dovrebbe cambiare. Dobbiamo essere equilibrati, non possiamo cambiare cinque, sei giocatori ogni domenica. Fiducia? Tutti ce l’hanno. Scelgo semplicemente gli undici che credo mi possano dare maggiori garanzie. Le scelte vengono fatte in base alla condizione e ad altri fattori.

Sono stati sottolineati gli errori in difesa, ma anche in attacco qualcosa non ha funzionato, quando il risultato era ancora in bilico. Badu, per esempio, non potrebbe essere impiegato a centro-destra?

Con il Pescara ha già svolto proprio quel compito. Convince, certo, ma Badu è un giocatore che va via con l’inserimento senza palla, però bisogna avere una giocata precisa. Ci stiamo lavorando sopra, per una giocata verticale, veloce, con i tempi giusti. Dobbiamo essere precisi. Devi avere uno bravo nell’uno contro uno. A destra può giocare chiunque. A sinistra, invece, abbiamo qualche problema in uscita. Dobbiamo dare alla squadra il modo di essere più equilibrata, poi nel corso della partita puoi modificare qualcosa per avere un maggior atteggiamento difensivo od offensivo. E’ importante che chi entri dia il suo contributo. Bisogna mettere sul campo sul nostro Dna.

Ci sono giocatori che non stanno trovando spazio…

Abbiamo delle risorse a disposizione. Con Angella abbiamo vinto a Palermo, tanto per fare un esempio. Il problema è non creare grande confusione. Intendo dare dei correttivi, lavorare su alcuni aspetti, ma non cambiare idea in base a un risultato.

Infine, torniamo al punto iniziale. Il fatto che la gara di domani si inserisca in un contesto di festeggiamenti così particolare, rappresenta una “pressione” per la squadra?

Dobbiamo sempre dare il massimo di noi stessi. Uno va in campo perchè gli piace giocare a calcio, sappiamo che domani sarà una giornata speciale, ma dobbiamo scendere in campo sempre per dare il massimo. Sarà una tappa importante, nella quale sarà abbinato un anniversario molto importante, dobbiamo rispettare la storia bianconera. Con la speranza che l’Udinese possa ripetere in futuro quello che ha fatto in questi 120 anni.

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