La formula di Delneri: “Serve un’altra prestazione di gruppo”

La formula di Delneri: “Serve un’altra prestazione di gruppo”

Il tecnico bianconero presenta la sfida di domani pomeriggio allo stadio Friuli contro l’Atalanta, valida per l’undicesima giornata di Serie A e annuncia: “Jankto ko, non ci sarà”

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Mai come questa volta il must in casa bianconera è la continuità. Il successo nel turno infrasettimanale contro il Sassuolo al Mapei Stadium – dopo 7 mesi di digiuno lontano dallo stadio Friuli – non può e non deve essere un caso isolato, come accaduto in precedenza con le vittorie su Genoa e Sampdoria, alle quali non sono seguiti ulteriori risultati positivi. Per quanto la classifica oggi sia molto meno preoccupante rispetto qualche giorno fa, l’Udinese non può abbassare la guardia, soprattutto perchè domani alle 15 arriverà alla Dacia Arena una delle squadre più in forma di questo campionato, l‘Atalanta, reduce dai successi con Bologna ed Hellas Verona. Ecco come mister Gigi Delneri ha presentato la sfida di domani nella consueta conferenza stampa della vigilia.

Mister, domani sarà importante dimostrare che state uscendo dal momento no. E’ così?

Questa è una tiritera che continua dalla gara con il Chievo. Le sconfitte ci dicono che dobbiamo migliorare, i risultati sono altalenanti ma ribadisco che abbiamo gli elementi per uscire da questa situazione. Mercoledì hanno giocato giocatori “a sorpresa” per dare turnover a De Paul, Lopez, Fofana. La squadra ha risposto molto bene. Dobbiamo andare avanti cercando di migliorare, mi conforta che il gruppo sia unito, con grande spirito di sacrificio.

Alla vigilia della sfida a Reggio Emilia c’era un po’ di timore, l’Udinese invece soprattutto nel primo tempo ha dimostrato di essere squadra…

La prestazione è stata di gruppo, magari non eccelsa, ma si è visto spirito di sacrificio, coesione. La squadra ha dimostrato di avere le qualità per andare avanti. Per me prima della tecnica e della tattica, conta soprattutto ragionare, lavorare da squadra. Dobbiamo applicarci di più tatticamente.

Avrebbe attuato il turnover se non ci fossero state tre gare in sette giorni?

Non ho fatto turnover, è questione di scelte, di valutazioni. Il calcio è fatto di motivazioni mentali, non solo “meccaniche”. Maxi Lopez? Ho cambiato struttura in attacco, non ho inserito Bajic, ma Perica e Lasagna. E’ una cosa diversa.

Nuytinck e Angella sono stati convocati, come stanno?

Stanno bene, ma devo ancora parlare con loro… Il problema vero è che è fuori dai giochi Jankto, ha subito una botta da Paolo Cannavaro mercoledì sera.

Valutazioni sull’Atalanta?

Loro esprimono un gioco aggressivo, Ilicic non fa rimpiangere molto chi è andato via. Castan che doveva venire qui e sta facendo molto bene… Hanno struttura molto intensa. Noi dobbiamo giocare il nostro tipo di calcio se riusciamo, dobbiamo cercare di fare la partita, come abbiamo cercato di fare sempre.

C’è un giocatore sul quale ha sempre creduto, pur impiegandolo poco: Adnan. Nelle ultime due gare l’iracheno si è fatto trovare pronto…

Altrimenti non avrebbe giocato. Se un giocatore mi dà affidabilità, me lo deve poi confermare. Credo sempre nei miei giocatori, ma mi devono dimostrare di fare quello che facciamo in allenamento. Come ho fatto giocare Pezzella, faccio giocare Adnan. Mercoledì ha dimostrato grinta, applicazione e domenica, se non si fosse fatto scappare Khedira, avrebbe fatto una partita perfetta. Mi è piaciuto molto Samir centrale, nasce centrale però è stato finora schierato esterno perchè avevamo bisogno di certe caratteristiche. Abbiamo scoperto un’alternativa in più in difesa.

Il rientro di Behrami è stato importante ha portato aggressività. E’ d’accordo?

Ha sempre avuto questa caratteristica. Spero che mantenga sempre questo carisma. E’ importante che i giovani prendano esempio da giocatori di questa esperienza.

Infine, Barak, aldilà del gol che è stato fondamentale, dà l’impressione di essere sempre più inserito nei meccanismi bianconeri. Che prospettive intravvede per questo giocatore?

Hai detto una cosa importante: cominciano a conoscersi. Nuytinck con Samir, Danilo con Bizzarri, Lopez con De Paul e Lasagna…  Ma è ovvio che ci vuole tempo. E’ un fattore molto interessante a livello di costruzione di un gruppo di lavoro.

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