Udinese, Oddo: chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso

Udinese, Oddo: chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso

Domani alle 15 i bianconeri saranno di scena all’Allianz Arena contro la Juventus. Mister Oddo presenta il big-match: “Ci vorrà una partita coraggiosa”. Behrami titolare

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Ripartire, lasciando da parte le emozioni e riprendendo il filo interrotto sette giorni fa. Dopo il rinvio della gara con la Fiorentina per la tragica scomparsa di Davide Astori, l’Udinese è di nuovo pronta a scendere in campo. E ad attenderla ci sarà un big-match dall’altissimo tasso di difficoltà. Domani alle 15, infatti, gli uomini di Massimo Oddo sarà di scena all’Allianz Arena di Torino contro la Juventus.

Mister, quando si affronta la Juventus reduce dalla buona prestazione di Wembley è fin troppo facile dire che non c’è nulla da perdere…

Io mi aspetto che la squadra abbia coraggio, che abbia voglia di dimostrare di mettere in difficoltà una squadra forte come la Juventus. Mi sembra che abbiamo subito un solo gol nelle ultime 18 gare. Per affrontare la Juve serve coraggio, forza, come dice il famoso detto “chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”. Ci vuole una prova di squadra, dobbiamo restare uniti, compatti. Tutto ciò aldilà del risultato. Abbiamo grandissime motivazioni. Vogliamo provare a fare qualcosa di diverso rispetto a ciò che hanno fatto le ultime squadre che hanno affrontato gli uomini di Allegri.

La Juventus ha disputato finora 126 gare allo Stadium e ha subito solo 4 sconfitte. La sensazione è che le squadre siano quasi “rassegnate” in partenza…

Devi fare una prestazione straordinaria. Sono convinto che l’Udinese possa farla. E questo non implica vincere. Dobbiamo limitare al massimo le loro giocate vincenti, le loro caratteristiche.

Questa è stata una settimana particolare, segnata dalla scomparsa di Astori. Come l’avete vissuta?

Viviamo in un clima surreale. Non è facile cancellare un momento di dolore come questo. Noi, nei limiti della sensibilità, abbiamo cercato di fare il possibile. Ci è sembrato giusto allenarsi in disparte, tra di noi. Ovviamente queste tragedie succedono purtroppo, ci fanno riflettere tanto, ci fanno capire quanto sia bella la vita, bisogna godersela. Siamo molto vicini a Davide e alla sua famiglia e al dolore che possono provare. Ma poi la vita continua e dobbiamo fare di tutto per andare avanti nel nostro lavoro, sempre tenendo presente questo ricordo.

Pensa che una vicenda come questa possa servire per superare certe situazioni che si verificano negli stadi tra tifoserie?

In un momento triste come questo credo che tutti abbiano dimostrato che si può andare oltre. Al funerale tutti i tifosi viola presenti, che sappiamo avere un’avversione per i colori bianconeri, hanno applaudito i giocatori della Juventus. Si riesce a distinguere il puro sfottò dalle cose serie

La Juventus si presenterà domani senza Lichtsteiner e Alex Sandro e reduce dall’impegno in Champions League. Crede che accuseranno stanchezza?

Non credo che questo sia un problema. Giocano in casa, sono la Juventus, hanno un solo risultato a disposizione. Credo che la vittoria a Londra li abbia caricati ulteriormente. L’aspetto mentale va oltre l’aspetto fisico.

In attacco meglio puntare sui “pesi leggeri” o su un centravanti di peso come Maxi Lopez o Perica?

Per quanto riguardo le scelte avanzate, vanno avanti in base all’avversario. A Genova, per esempio, non credevo fosse indispensabile avere una punta centrale di riferimento. Di partita in partita vedremo quali saranno le necessità. Jankto ha determinate caratteristiche, è un centrocampista offensivo, che può adattarsi a ricoprire un ruolo più avanzato. Può fare benissimo anche quel ruolo.

Come sta Lasagna? E Behrami?

Dopo la sosta dovrebbe tornare a disposizione. Valon sta bene e domani giocherà.

L’italianità non è una caratteristica di questa squadra…

In questa squadra ci sono pochi italiani, è vero. Ma non ci sono giocatori con il “posto fisso”. Non ci sono campioni, al momento, ma potenziali giocatori forti che possono ambire a diventare grandi. Pezzella e Zampano un gradino sotto? Dipende solo dalle scelte del tecnico. Un allenatore fa delle scelte, chi manda in campo è perchè ritiene che possa dare qualcosa di più. Qui non ci sono tantissimi italiani, ma ci sono alcuni naturalizzati come Danilo, che è da anni qui.

Infine, qual è la sua opinione sulla decisione di Figc e Lega Serie A di chiudere il calciomercato prima dell’inizio del campionato, come già stabilito in Inghilterra? Servirà a dare più “ordine” al torneo?

Credo sia una scelta giusta e opportuna. L’apertura del calciomercato a campionato avviato crea disequilibri nella testa dei giocatori. Toglie concentrazione. La reputo una scelta assolutamente giusta. Ho sempre pensato che sarebbe giusto aprire il campionato il giorno dopo la conclusione del campionato e tenerlo aperto fino ai primi di luglio, quando le squadre si radunano. La partita va preparata negli allenamenti e nei ritiri e quando ti ritrovi a iniziare la preparazione con giocatori che non sanno ancora che maglia vestiranno può diventare un problema.

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