L’Udinese che verrà

L’Udinese che verrà

L’Udinese sta per cambiare pelle: addio al 3-5-2, addio al regista stile Lodi, ecco il 3-4-1-2 per sfruttare almeglio il potenziale offensivo

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L’Udinese sembra voler perdere un’impronta offensiva. I giocatori che sembra voler usare Iachini inducono a credere che il 3-5-2 ha le settimane contate, presto si andrà verso il 3-4-1-2 (di fatto già visto col Middlesbrough) oppure un 3-4-2-1.

I numeri sono fini a se stessi, si dice, ma è anche vero che sono il vestito di una squadra. Quello che l’Udinese vuole indossare è sportivo, colorato, ma serve sempre equilibrio. Alla fine la parola magica è sempre questa: supportata da una dose spropositata di spirito di sacrificio.
Il buon Ezio Glerean col suo Cittadella dei miracoli era famoso per un 3-3-4 quasi fantascientifico per il calcio attuale: funzionava perché al di là dei ruoli e le caratteristiche prestabilite, i giocatori si sacrificavano e la cosiddetta fase di non possesso lasciava solo un attaccante davanti alla linea del pallone.

L’Udinese non sarà mai così. Anzi, Iachini sembra aver dato subito un’impronta difensiva alla squadra badando al sodo, al collaudo della fase di non possesso che, in affetti, sta dando già qualche buona indicazione. Ma non basta: nel calcio serve segnare.

Per questo va sfruttato De Paul come trequartista e per questo dietro a lui non ci sarà un regista fisso come Lodi (che appare superato), ma piuttosto due intenditori che sappiano fare legna come si dice in gergo. L’esperimento lo si è visto in parte col Boro, ma è chiaro che molto va ancora fatto perché il vecchio modulo è un peso che la squadra sembra portarsi dietro quasi inconsapevole che parte dei suoi problemi nascono da lì.

Per cambiare volto, però, non basta che l’argentino si sposto più avanti e faccia la mezzala quando gli avversari attacchino, servono fasce che sappiano spingere a dovere e, per l’appunto, due mediani che strappino palloni a palate, cosa che non avviene ancora. Badu e Fofana non  hanno carburato e il dubbio quindi rimane.

Più avanti, poi, quando Peñaranda starà bene, ecco che potrebbe agire a fianco di De Paul con una punta sola davanti, rispettando così le sue caratteristiche originarie (e anche quelle dell’argentino).

L’Udinese che verrà dovrebbe apparire così, ma c’è tanto da lavorare: soprattutto sulla testa dei giocatori, perché come detto le lavagnette sono una cosa, il campo un’altra e se non c’è spirito di gruppo vero, di collaborazione, di sacrificio, i numeri rimangono tali.

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