Nel verso giusto

Nel verso giusto

L’Udinese cresce: c’è ancora da fare sul piano dello sviluppo del gioco e della finalizzazione, ma la squadra sembra avere finalmente ordine e disciplina tattica

1 Commento

L’Udinese inizia a piacere. Oddio, ancora non ha trovato una sua identità di gioco da imporre e ancora si parlano troppe lingue, senza dimenticare che serve individuare al più presto un uomo gol. Ma il lavoro di Iachini si inizia a intravedere e non è affatto male.

Il tecnico marchigiano è stato accolto con fin troppo scetticismo, ma si sta dimostrando intelligente nell’aver saputo cambiare pelle alla sua squadra dopo lo Spezia e la Roma e sta dimostrando anche di saper tenere a bada uno spogliatoio da sempre complicato.

Anche a Milano i cambi sono stati azzeccati, tutti danno l’impressione di non venir mortificati dall’esclusione. Iachini ha da sempre la creazione di un gruppo come finalità e a Palermo i suoi si sono ribellati quando è stato esonerato. A Udine ‘Radio Spogliatoi0’ conferma che è proprio questo aspetto a piacere oltre che al fatto che il dialogo rimane sempre aperto.

La vittoria di Milano è frutto di quanto seminato finora. E i tre punti anche se per adesso non possono dire che campionato sarà, sono certamente pesanti. Come quelli presi allo Stadium contro la Juve l’anno scorso. Vittorie che alla fine lasciano sempre il segno. Allora però la squadra era un catenaccio che ha sfruttato una sola azione con Thereau. Oggi anche se davanti non si è creato di certo molto, l’Udinese ha dato l’impressione di non essere solo votata alla difesa, anche se è ovvio che è stata questa la chiave di volta per arrivare alla vittoria. C’è però l’impressione che non sia un ‘tutti dietro e pedalare’, ma piuttosto un ordine e una disciplina che ora necessitano solo di uno sviluppo.

Kums sarà l’ago della bilancia. A Milano ha giocato col freno a mano tirato, ma era anche prevedibile. Se cresce tutta la squadra potrà avere finalmente un metronomo che sappia dettare i tempi. De Paul  davanti è uno che fa movimento e si sacrifica, Badu e Hallfredsson se si sbloccano con qualche percussione in più possono diventare un valore aggiunto, così come i difensori lo sono già sulle palle inattive.

Insomma si cresce. Inutile farsi prendere da facili entusiasmi, il recente passato insegna. Ma qualcosa si muove e lo fa nel verso giusto.

1 commenti

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  1. paolo - 1 anno fa

    brava Monica, i tuoi commenti sono sempre chiari, onesti e soprattutto condivisibili, anch’io sono ottimista, ma voglio dirlo sottovoce, perchè soffriamo da ormai 3 anni e abbiamo sempre paura di bruciare le nostre aspettative. sempre Alè Udin

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