Questa è l’Udinese

Questa è l’Udinese

Inutile girarci attorno, vari allenatori in tre anni non sono riusciti a correggere li errori. Le questioni sono dunque tre: 1) Il Watford. 2) L’invasione straniera. 3) Come ha detto Widmer la mancanza di spirito di gruppo, figlio del problema numero due.

Non è questione di allenatori: dopo tre anni appare palese. Diciamo che quanto si sosteneva in estate pian piano emerge. L’Udinese paga tre problemi seri: 1) Il Watford. 2) L’invasione straniera. 3) Come ha detto Widmer la mancanza di spirito di gruppo, figlio del problema numero due.

Andiamo con calma. Il Watford è ovvio che porta più guadagni e un imprenditore guarda a questo. Hai voglia a smentire, ma 120 milioni non sono come i 20 che a dir tanto l’Udinese nei prossimi anni riuscirà a strappare dalle tv (sempre più povere). La Premier è altra cosa e le energie sono concentrate là, basta vedere che mentre a Udine tornava Ranégie, a Londra arrivava Niang. “Ma ci sono altri soldi” replica il tifoso tignoso. E sti cazzi. Infatti là si è speso il triplo che a Udine. L’Udinese però doveva essere la prima scelta, invece fin dall’estate si era capito che stavano arrivando troppi doppioni e chi voleva andare via veniva bollato con un prezzo fuori mercato (vedi Thereau).

L’esempio più lampante è l’addio di Peñaranda, dipinto come il futuro Sanchez, ma al massimo trattasi per ora  di Renato Sanchez, e arrivato in Friuli solo perché Oltremanica non poteva essere tesserato. Ci sarà da ridere con la Brexit forse. Insomma, scherzi a parte non c’è mai stata un’idea di squadra, questo appariva da fuori, tanto che come allenatore si è stupito tutti prendendo Iachini (mal voluto dalla piazza) e quasi subito rimpiazzato dal buon Delneri.

Che ha dato fiducia, ma ha anche lui qualche difettuccio. I suoi ‘cari‘ sembrano inamovibili, così come lo erano per i suoi predecessori, anche se gente come Zapata e Thereau meriterebbero qualche partita di riposo almeno. Intercessioni da procuratori? Chissà, in questo calcio moderno tutto è possibile. Di certo il buon Gigi non può non vedere che Thereau è spento come una candela consumata, che Zapata non ne becca una anche se corre come un matto, che De Paul, cross a parte non fa molto arrosto, ma tanto fumo e che il centrocampo filtra ben poco.

Certo alcune partite sono andate benissimo, ma è successo anche con Stramaccioni e in qualche occasione anche l’anno passato. In fondo la classifica dice più 4 ripeto agli ultimi campionati, un’inezia in un campionato, dove serve ringraziare chi sta dietro.

Troppi stranieri si è detto: sembra che la società da quest’orecchio proprio non ci senta eppure Cigarini, Cristante, non sembravano inarrivabili, tanto per fare un esempio. Perfino Pezzella ha detto no. Forse c’è qualcosa che non va più nell’immagine Udinese, perfetta come gestione, ma imperfetta come ambizioni. Una società che non fissa obiettivi che non siano 40 punti, non è appetibile. E con i soli 40 punti, oramai a pochi passi, le ambizioni vengono meno, mentre crescono quelle verso il futuro, che per molti sarà ancora una volta lontano da Udine. Arriverà Lasagna, arriveranno Barak e via Watofrd José Manuel Velázquez Rodríguez (ventenne n prestino ovviamente). Per l’ennesima volta si dovrà ricostruire tutto, e attenzione anche a Delneri. Se fa come Stramaccioni, nonostante il bene che gli si vuole rischierebbe pure lui.

Questa è l’Udinese di oggi, non stupiamoci se il Sassuolo pieno di infortunati ha vinto meritatamente.

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