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All’Udinese non basta la prestazione: serve un risultato positivo con la Lazio, pena cadere già indietro in classifica confermando i propri limiti

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Scommettiamo che dopo le critiche per la sconfitta col Sassuolo, l’Udinese tirerà fuori la prestazione contro la Lazio? Non è detto che questa sarà abbinata al risultato, ma ogni qual volta che i bianconeri si ‘macchiano’ di gare da dimenticare (inutili gli alibi esibiti), poi cercano il riscatto. Va così da tre anni oramai, ci si è fatti il callo. Un sali scendi che fa venire il mal di testa a essere onesti.

Questa squadra sembra in grado di fare vedere qualcosa solo se messa sotto pressione, e siccome a Udine di pressioni vere ce ne sono ben poche, ecco che la testa vola altrove. Del resto una multinazionale non potrà mai avere radici, per cui è più che facile pensare ad altro.

Sono cambiati gli allenatori, cambiano anche i moduli, ma alla fine i risultati sono sempre uguali e qualcosa vorrà dire. questuano si cerca di riproporre la canzone ‘anno zero’ che usò il buon Stramaccioni per spiegare il dopo Guidolin. L’anno scorso si era promosso il tutto a anno 0,5, ma alla fine si tirano fuori altri alibi seducenti. Va così e onestamente il lavoro di Iachini appare lungo.

Chi se la prende col tecnico forse è di corta memoria. Certo il buon Beppe ha ‘cannato’ qualcosa nella formazione esibita a Reggio, non è infallibile, ma gestire gli umori di questo spogliatoio non è facile.

Contro la Lazio, dunque, ci si attende la prestazione. Ma con quali interpreti? Le scelte sono quasi obbligate a prima vista. Da escludere un ritorno alla difesa a tre per tamponare le falle a sinistra (anche a centrocampo il laterale da quelle parti farebbe acqua), ecco spuntare Felipe come terzino. Lo aveva fatto con Galeone, ma era giovane e il ruolo non gli piaceva. Oggi sembra più maturo e questa mossa consentirebbe di inserire Angella accanto a Danilo, col risultato di aver tre colpito di testa sulle palle inattive. Non male almeno questo. Heurtaux a destra, invece, appare già assodato.

In mezzo Kums deve far vedere prima o poi di valere gli elogi sprecati da più parti al momento dell’arrivo. per ora è un anonimo belga in cerca di sé stesso e di una posizione non chiara: dettami del tecnico o incapacità di proporre? Lo dobbiamo scoprire presto. Accanto a lui possibile il rientro di Badu e la conferma di Jankto.

Davanti appare impossibile per Iachini tenere fuori De Paul, anch’egli alla ricerca di un ruolo e di un peso specifico in questa squadra. Poi Zapata e Perica. Con Thereau nuovamente a fare da spettatore non troppo felice probabilmente.

Di fronte una Lazio che non è bella, ma per ora va, anche perché il gruppo sembra coeso con Inzaghino, anche se pure in quello spogliatoio sembrano esserci prime, seconde e terze donne presidenziali (con Radu in prima fascia).

Di certo per l’Udinese è vietato fallire: e non basterà nemmeno la prestazione, perché poi tutti sanno che torneranno gli elogi, le speranze (sempre disilluse) di vedere un cambiamento, e l’immancabile capitombolo. Per questo è ora di dare una  mossa. Anzi forse è meglio avere il risultato, che non la prestazione. Almeno così tutti si renderanno conto che non saranno scarsi da ultima posizione in classifica,  ma nemmeno fenomeni.

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