Udinese, avanti tutta!

Udinese, avanti tutta!

Vigilia serena quella dell’Udinese che attende il Novara in Tim Cup, ma chiamatela ancora Coppa Italia per favore. Nell’allenamento di venerdì il gruppo è apparso in vena di scherzi, con Colantuono che ha pagato dazio a un errore per un torello sopportando così l’inflessibile Badu che ha chiesto e ottenuto dieci flessioni.
Probabile che Badu non giochi, quindi, domenica: Scherzi a parte, il tecnico anche on conferenza stampa ha tenuto ben nascosto quello che intende fare.

Di certo c’è solo che si giocherà in undici, col 3-5-2. Estiquatzi direte voi attenti lettori, ma in effetti preparare questa gara non è così semplice. In primo luogo va considerata la condizione, sicuramente migliorata per il gruppo che sta facendo un lavoro di ‘scarico’ dopo la lunga preparazione estiva, ma che non è di certo al meglio.  Poi, in secondo luogo, si deve scegliere anche in virtù del 4-4-2 che Marco Baroni proporrà.
Non  si sottovaluti la cosa: come ha spiegato bene anche Marco Tavian su queste pagine, è chiaro che quando si gioca contro una squadra che sulle fasce va in superiorità, i laterali bianconeri devono essere al top. La fortuna del modulo targato Colantuono passa proprio per le ali, per cui Widmer, Edenilson da una parte, Ali e Pasquale dall’altra devono essere valutati attentamente. Per ora il brasiliano è quello che si è inserito meglio, è quello che – soprattutto – sembra stare meglio, per cui sulla destra il posto dovrebbe essere suo. Sulla sinistra Pasquale potrebbe farsi preferire a Ali Adnan, che deve ancora imparare parecchio del calcio nostrano.
Accanto a loro Guilherme dovrebbe agire da ‘volante’, con Fernandes e Pinzi mezzali. In subordine Iturra, Kone e Merkel.
In difesa i giochi sembrano fatti, con Heurtaux, Danilo e Piris (o Domizzi, che però non sembra ancora al top), così come davanti dove Duvan ha ripreso solo venerdì a lavorare in campo, per cui Thereau e Di Natale saranno i prescelti.

C’è poi la questione mentale, ma su questo aspetto Stefano Colantuono non sembra transigere nemmeno con i giardinieri, pretendendo anche da loro il massimo impegno, figurarsi con i suoi giocatori: chi segue gli allenamenti al Bruseschi capirà bene che le imprecazioni (chiamiamole così) a cui ci ha abituati sono indice di durezza che non dovrebbe far temere cali di tensione.

Gli ingredienti sono questi, la fiducia è massima, l’obiettivo è stato dichiarato apertamente (semifinale). Il cammino comincia davvero, non resta che augurare buon viaggio all’Udinese. La Coppa Italia sarà pure considerata una coppetta dai più, ma per favore: è dal 1922 che si attende una finale, nell’anno del nuovo stadio non sarebbe poi così male ambirla davvero.

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