Udinese, dimostra di avere fame

Udinese, dimostra di avere fame

Udinese-Juve non sarà mai una partita come le altre a Udine: è ‘la partita’. Dove il tifo bianconero 1896 si sente orgoglioso di esserlo, anche se in minoranza nel suo stadio che apre i battenti. L’Udinese in campo per avere la meglio deve fare solo una cosa: avere fame. Tanta.

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Questo 17 gennaio 2016 coincide con l’avvio, nel massimo campionato di calcio, del girone di ritorno, e, per chi vive tra Udine e dintorni, ma in particolar modo vive con passione le vicende dell’Udinese Calcio, e’ il giorno della prima partita nello stadio “Friuli” aperto completamente al pubblico nella sua veste completamente rinnovata.
Un momento atteso da anni, inutile negarlo, e per un certo verso il simbolo di una terra, di una societa’, di una famiglia che della societa’ Udinese regge le redini e che ancora una volta, con tenacia, pazienza, rimboccandosi le maniche e lavorando alacremente ha portato all’ultimazione di questo gioiello.
Il calendario, lo si sapeva da fine luglio, proponeva per la data odierna l’arrivo dei campioni d’Italia in carica della Juventus. Tanto si e’ fatto perche’ il completamento dei lavori coincidesse con questa data e, da questo punto di vista, lo scopo e’ stato raggiunto. Per cui, grazie al richiamo della squadra di rango, sold-out, tutto esaurito, ed anche il colpo d’occhio offerto dalla componente spettatori sara’ ragguardevole.
Almeno per un pomeriggio, senza alcuna possibilita’ di incorrere in una contraddizione in termini, il nuovo “Friuli” sara’ la casa del tifoso bianconero. Tra tanto lavoro e tanto impegno, vale la pena soffermarsi un momento anche su alcune parole spese alla vigilia dell’ultima campagna abbonamenti dall’entourage societario friulano. Si diceva che il nuovo stadio dovesse diventare il fortino buono a spingere le zebrette verso ripetute imprese capaci a loro volta di spingere in massa il pubblico friulano verso il nuovo impianto; si sognavano –sono dichiarazioni rilasciate alla stampa- 18.000 abbonati. Traguardo lontanissimo, ci si e’ fermati come noto a 10.500: un po’ per la spietata concorrenza delle televisioni, un po’ per una squadra che, per problemi di varia natura, da tre anni, evita il baratro, ma non cresce ed e’ lungi dall’incantare un tifoso esigente come quello friulano, il quale, va detto, non faceva registrare un vero e proprio boom di abbonamenti nemmeno ai tempi del trio delle meraviglie Poggi-Bierhoff-Amoroso, figuriamoci oggi. Infine la scelta discutibile della societa’, della quale va unicamente preso atto, di riservare ampi spazi del nuovo “Friuli” extra settore ospiti cosi’ come istituzionalmente eletto, alla tifoseria della squadra avversaria.
Aspetto questo che, nel giorno del debutto “open”del nuovo impianto portera’ il sostenitore dell’Udinese ad essere non tanto l’anfitrione di giornata, quanto un padrone di casa che volente o nolente, cede i locali piu’ belli della propria casa all’ospite juventino, affinche’ possa trascorrervi una parte del week-end. Parafrasando il titolo di un film, saranno gli eventi –sportivi, si intende- a determinare per chi, tra il padrone di casa e l’ospite, il week-end potra’ essere tranquillo, oppure di paura.
E qui ci addentriamo in un’analisi degli aspetti tecnici e sportivi che hanno caratterizzato il pre Udinese-Juventus. La Juve, partita malissimo –come dimenticare l’impresa che all’andata porto’ ad una clamorosa vittoria dei ragazzi di Colantuono- e’ stata protagonista di una rimonta alla quale in pochi –soprattutto negli ambienti esterni a Torino-credevano. Ed invece e’ di nuovo li’ nel gruppo di testa. Un recupero che solo nei numeri e nel conto delle vittorie consecutive (ad Udine Buffon e compagni cercheranno di inanellare la cosiddetta “decima”) potra’ sembrare clamoroso. In realta’, questa risalita e’ figlia del recupero di giocatori fondamentali nello scacchiere del tecnico Massimiliano Allegri: Barzagli in difesa – col quale ultimamente si sta alternando Daniele Rugani che rappresenta il futuro della retroguardia sia per la sua squadra di club che per la Nazionale-ma in particolar modo il centrocampo, con un Paul Pogba ritrovato, Sami Khedira nuovamente in formato nazionale tedesca, e, passando all’attacco, decisivo si e’ rivelato lo sbocciare definitivo di quell’autentico talento che e’ Paulo Dybala, elemento poco considerato ad inizio stagione ed ora trascinatore della Juve che e’ tornata a credere nell’impresa del quinto scudetto consecutivo. In sintesi abbiamo nominato gli effettivi di Madama al quale l’Udinese dovra’ far fronte in particolar modo.
Il nome dell’avversario dice tutto, la squadra di Colantuono dovra’ ricorrere agli straordinari. Nel debutto stagionale di Torino fare muro per quasi tutta la partita per poi ripartire funziono’: ma, come detto, si era ad inizio campionato, negli effettivi e nello spirito la Juve era tutt’altra cosa rispetto a quella che scendera’ in campo questo pomeriggio. Pensare poi di ripetere il precedente di puro contenimento di piu’ o meno un anno fa sarebbe concettualmente sbagliato, tra le altre cose anche perche’ l’Allan che allora annullo’ Pogba e’ passato ad altri lidi. La strada maestra sara’ invece quella di recuperare il possesso arrivando in anticipo sulle cosiddette “seconde palle”, cercando di perderle il meno possibile con maldestri retropassaggi che diventano assist per le ripartenze avversarie, dinamismo, fasce che diventino per i friulani area di controllo e di offesa verso la porta di Buffon, e non terra di conquista per le scorribande dei vari Lichtsteiner ed Evra. In questo senso, Sylvan Widmer ed Edenilson saranno a chiamati a disputare una partita al di sopra delle righe.  Discorso che comunque vale per tutti gli uomini di Colantuono, la Juve non ha certo bisogno di avversari che provvedano a stenderle il tappeto rosso. Men che meno in una giornata simbolicamente importante per il calcio friulano come quella di oggi.
La sconfitta dell’Udinese a Carpi e’ stata un’autentica debacle: l’unico modo per poterla cancellare e’ quello di fare risultato contro gli odierni avversari. In casa friulana, dopo la vittoria casalinga dell’Epifania contro l’Atalanta, si gongolava per la media punti superiore a quella dell’anno scorso: per evitare di doversi rimangiare tutto, dopo il tonfo in Emilia, la dura sfida di oggi ed una partita delicata come quella di Palermo nel prossimo turno, bisognera’ muovere la classifica a partire da questo pomeriggio. Per farlo, serve anche quella “fame” di risultato, d’impresa, di gloria, di ostinata ricerca del miglioramento che a Carpi proprio non si e’ vista. Ed e’ giunta l’ora che chi, tra i giocatori ed i componenti lo staff dell’Udinese, ha veramente questa “fame”, lo vada a dimostrare con i fatti.
 
 Sergio Salvaro @MondoUdinese
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