Udinese, e se…?

Udinese, e se…?

E se…quante volte si sente i tifosi vivere di rammarichi? E se avessimo tenuto Tizio, e se avessimo avuto ancora Caio….Ma la verità non è sempre così facile. Chi dei giocatori andati altrove o che sono finiti in prestito sta facendo davvero la differenza?

Certamente vista la situazione in attacco Odion Ighalo oggi a Udine avrebbe trovato spazio, ma forse anche senza l’infortunio di Duvan Zapata avrebbe potuto giocarsela. C’è sempre da dire, però, che l’Italia non è proprio il Paese della meritocrazia, nella vita di tutti i giorni, così come nel calcio: succede, cioè, che qualche ‘raccomandazione’ possa influire su chi deve rimanere e chi no. Comunque sia otto presenze in premier League e 5 gol quest’anno sono un biglietto da visita non male per uno che è sempre stato nelle mani dell’Udinese.

In avanti molti si sono chiesti anche perché non puntare su Matej Vydra: il ceco è andato in prestito al Reading, nella B inglese, dopo che per lungo tempo ha accarezzato l’idea di giocare in premier col Watford. Quest’anno, però, non è ancora decollato, trovando solo 3 presenze e un assist.

Di certo non sarebbe servito Nico Lopez, che sta offuscando la sua stella: il Granada non è di certo il posto migliore per fare bene quest’anno (ultimo in classifica), ma lui per adesso ha giocato solo 72′ minuti senza lasciare tracce della sua presenza.

Rimanendo in Andalusia, Nabil Jaadi è un altro che piaceva ai tifosi: l’anno scorso ha riscosso la fiducia di Stramaccioni, poi è andato al Latina per farsi le ossa, mentre quest’anno è al Granada B: 3 presenze e 83 minuti per lui.

Rimanendo al Watford, chiaro che i Pozzo dovevano rinforzarlo, ma Etienne Capoue è un centrocampista che a Udine – visto il rendimento di quelli attuali – non avrebbe di certo fatto panchina. Otto presenze anche per il francese ex Tottenham,  che con gli Hornets sta tornando a brillare. Chiaramente non è detto che avrebbe accettato Udine se gli fosse stato proposto, ma non abbiamo la controprova nemmeno del contrario. Di certo è che da queste parti hanno scommesso che Guillerme, Marquinho, Iturra, Fernandes e Kone sono in grado di fare meglio.

Rimanendo a centrocampo, ovviamente, non si poteva prevedere l’infortunio di Guillherme, ma Giampiero Pinzi, Valerio Verre e Christian Battocchio avrebbero fatto al caso? Avrebbero dovuto giocarsela (anche con Iturra e Merkel, poi infortunatosi anch’egli), intanto il ‘capitano in pectore’ non sta ancora trovando spazio da titolare col Chievo di Maran, ma è arrivato in un contesto consolidato e comunque nutre della fiducia del tecnico e dell’ambiente. Il giovane Under 21, invece, a Pescara è titolare anche se le difficoltà iniziali degli abruzzesi non gli hanno permesso di ripetersi sui livelli di Perugia. Cinque presenze e un assist fino ad oggi per lui, ma sta dimostrando di essere in crescita come tutta la sua squadra.
Va molto meglio Battocchio: il ‘Professorino’ (così lo aveva ribattezzato Guidolin), ha sempre giocato, trovando sei presenze un gol e un assiste e soprattutto dimostrando che la classe non è acqua. Se proprio dovessimo fare un podio dei cosiddetti ‘rimpianti’ lui ci sarebbe certamente.
Una cosa va ribadita: il salto dalla Primavera alla prima squadra è sempre difficilissimo (quanto del Torino campione d’Italia di categoria oggi giocano con Ventura?). Ma attenzione a Jacub Jankto, l’anno scorso protagonista in bianconero con Mattiussi, quest’anno protagonista in bianconero con l’Ascoli: per lui 5 presenze, una rete e un assist.

In mezzo, però, il rimpianto di sempre si chiama Charles Aranguiz: l’Udinese l’ha preso l’anno scorso, poi con una operazione incomprensibile l’ha parcheggiato in prestito in Brasile lasciando all’Internacional l’opzione di riscatto, ovviamente sfruttata. Oggi al Bayer Leverkusen non ha ancora però giocato a causa della rottura del tendine d’Achille in allenamento, ad agosto.

Tornando al Watford i Pozzo, si sa, non hanno lesinato spese  e hanno portato a Londra anche lo svizzero Valeron Berhami, vecchia conoscenza della Serie A: l’ingaggio oramai non era nei canoni dell’Udinese, ma tatticamente lo era eccome. Per adesso 5 presenze per lui.

Sulla sinistra si è optato per Ali Adnan, ma in casa c’era Douglas Santos che ha raggiunto addirittura la convocazione col Brasile di Dunga dopo quanto fatto con l’At. Miniero.

In difesa è arrivato Felipe per sistemare la situazione, ma per anni si è pensato che la holding dovesse servire a rinforzare alla fine l’Udinese. In quest’ottica Jaison Murillo, portato a Granada proprio dall’Udinese, oggi con Mancini all’Inter ha collezionato 5 presenze.

E se….E se fossero stati a Udine a disposizione di Colantuono (Foto Zimbio)? Impossibile dire con certezza se fossero stati in grado di fare meglio di quelli attuali, ma una cosa è certa: questi nomi non sono trattative campate in aria, ma sono tutti inseriti nell’universo di quei giocatori trattati dai Pozzo.

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