Udinese, gli equilibri da correggere

Udinese, gli equilibri da correggere

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Per ora avanti dritta. La squadra, del resto, è stata costruita per interpretare il 3-5-2, sarebbe sciocco andare a snaturarla alla quarta giornata di campionato, anche se qualche accorgimento con l’Empoli ci potrebbe essere.

Innanzi tutto qualche cambio di uomini, anche in virtù di un calendario ristretto che dopo i toscani, in sette giorni, opporrà i bianconeri al Milan (martedì al Friuli) e al Bologna (al Dall’Ara). Colantuono deve misurare le forze, anche perché di questi tempi le scorie della preparazione si fanno ancora sentire. Se poi qualche elemento non è al top a causa di acciacchi vari, ecco che pensare a un mini turnover non è fantascienza.

In difesa il primo candidato a lasciare spazio a un compagno è  Thomas Heurtaux, non di certo impeccabile a Roma anche a causa di un infortunio che l’aveva tenuto in dubbio fino alla vigilia. Potrebbe rifiatare con Molla Wague provato al suo posto in maniera convincente.
In avanti un altro cambio, peraltro scontato: Cyril Thereau fuori per Totò Di Natale titolare accanto a Duvan Zapata. Il capitano e il colombiano hanno dimostrato nella partitella con la Primavera di completarsi bene: Duvan si allarga spesso, per poi accentrarsi in progressione. Totò non è statico davanti, ma arretra spesso proprio per favorire gli inserimenti del compagno.

Dietro a loro, in fase di possesso, Kone si è sganciato spesso per fare da trequartista: non è un 3-4-1-2 ‘fermo’, ma quando si deve attaccare il greco è sembrato avere maggiore libertà di movimento. Con lui a centrocampo Badu (un doppio mediano per agevolare i movimenti del greco) e Iturra, oramai l’unico ‘volante’ rimasto da posizionare davanti alla difesa. Merkel, infatti, è certo del forfait (al pari, ovviamente, di Guilherme). Ali Adnan e Edenilson sulle fasce.

Nessun cambio, quindi, visto che l’Udinese al di là di qualche polemica di troppo non ha demeritato del tutto nemmeno a Roma. Certamente il gioco in mezzo va sviluppato meglio, perché se l’attacco ha segnato una sola rete, alla fine il problema non è solo di mira, ma anche di come si arriva sotto porta: serve giungere a rete lucidi, per questo serve amministrare le forse, leggasi il gioco. La manovra non può avere un baricentro basso, serve avere punti di riferimento alti che sappiano giostrare la palla in fase di possesso: ecco che in questo senso Kone e Fernandes con più libertà possono essere decisivi. A patto che sappiano sempre coprire in fase difensiva. Il 3-5-2 è fatto di equilibri sottili, solo gl interpreti possono renderlo vincente o meno a seconda dei loro movimenti.

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