Udinese, i numeri che preoccupano

Udinese, i numeri che preoccupano

L’Udinese tre punti in meno dello corso anno, ma soprattutto segna anche meno: soli 18 gol e solamente 13 dagli attaccanti di cui nessuno ancora in doppia cifra. ancora nessun difensore a rete. Intanto il mercato porta Kuzmanovic: può bastare?

L’Udinese va ad alti e bassi, ripercorrendo di fatto la stagione scorsa, anzi ora sta facendo peggio, visto che Stramaccioni andò a vincere a Empoli alla prima di ritorno, mentre oggi la squadra di Colantuono ha preso quattro pappine dalla Juve senza poter nemmeno recriminare su un mezzo episodio favorevole.

Per fortuna sono stati messi in cascina punti pesanti per la classifica con Torino e Atalanta, la zona retrocessione è ancora dignitosamente lontana (il Carpi dista sette punti), ma è ovvio che serve una sterzata.
L’identità che sembrava aver trovato l’Udinese a dicembre è messa in discussione dai fatti: troppi errori dei singoli fanno pensare che l’atteggiamento aggressivo e pressante che vuole il tecnico di Anzio faccia perdere la lucidità a qualcuno. Le gravi disattenzioni commesse con Fiorentina, Inter e oggi con la Juve, sommate a gare come quella con  il Carpi fanno pensare che comunque c’è ancora molto da lavorare su questa Udinese.

Forse la coperta rimarrà sempre corta se non si attuerà qualche aggiustamento sul mercato: in mezzo al campo la fragilità è evidente e l’arrivo di Kuzmanovic sembra andare in questa direzione, so vuole dare sostanza laddove non ce n’è. Troppi muscoli e poco cervello, e anche le idee quando ci sono appaiono confuse e poco originali.
Eppure a Torino l’Udinese contro i granata ha dimostrato di saper giocare: come mai un cambiamento simile?

Innanzi tutto va aggiunto che lo Stadio Friuli non è affatto un fortino: la miseria di undici punti conquistati, quattro in meno di quelli presi da Stramaccioni, sono un campanello d’allarme non più una casualità.

Non è casuale nemmeno che alla prima di ritorno nessun difensore sia ancora andato in rete. Se si somma al fatto che nessun attaccante è in doppia cifra e che tra tutte le punte siano stati segnati solo  13 gol si capisce che la manovra stenta ancora. Anche perché l’Udinese ha segnato 18 gol, una media davvero bassa, solo 0,8 a partita.
Solo 8 gol quest’anno sono state segnati in casa e anche questo dato conferma le problematiche tra le mura amiche.

In compenso sono 31 i gol presi: l’Udinese ha la sesta peggior difesa della Serie A e da anni si sottolinea che dietro qualcosa non va. Ma può essere solo fatto di giocatori e di errori singoli o è ancora il modulo a mettere in luce difficoltà? Da tre anni il 3-5-2, persi i giocatori migliori, rende l’Udinese quasi un colabrodo e oggi non è diverso da un anno fa e dall’ultimo anno di Guidolin.

Sette vittorie, nove sconfitte soli tre pareggi: l’Udinese non ha equilibrio e si ritorna all’atteggiamento. Se con squadre come l’Atalanta è stato opportuno ed efficace giocare con pressing alto e asfissiante, ci si chiede se in altre gare non si dovrebbe amministrare diversamente il gioco. Non si può aggredire la Juve come se fosse l’ultima arrivata.

Il mercato cosa può fare? Di certo a gennaio si può poco, se non aggiustare qualcosa. Kuzmanovic arriva, forse anche Behrami, ma in compenso se ne andrà Kone. Chi lascerà il posto ai nuovi arrivi? Davanti, infine, l’eterno dilemma: basterà Zapata a raddrizzare una media gol deficitaria?

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