Udinese, la beata gioventù. Gli U21 su cui scommettere

Udinese, la beata gioventù. Gli U21 su cui scommettere

L’Udinese ha invecchiato la rosa, portando l’età media a 26.5 anni, quasi un record per il club bianconero, abituato da tempo ad almeno un anno di meno di media. Gli ultra trentenni sono quasi tutti titolari e comunque potrebbero trovarsi in campo assieme: Kernezis, Danilo, Domizzi, Felipe, Iturra, Pasquale, Thereau e Di Natale. Otto undicesimi con più di trent’anni in campo da queste parti non si vedevano da tempo immemore. Dietro di loro, però, c’è una ‘beata gioventù, che sta crescendo e che è proiettata verso un futuro luminoso, anche se sta ai singoli giocatori confermarsi. Ecco, quindi, gli Under 21 bianconeri che sognano il grande salto. [highlight] PORTIERI [/highlight] – E’ il ‘reparto d’oro’ dell’Udinese, la culla di giovani potenziali campioni. Meret, Scuffet, Perisan e Romo sono il futuro, anche se questo ruolo è il più selettivo di tutti. Gioca uno, non c’è molo spazio per gli altri. Per cui non scandalizziamoci troppo se alla fine qualcuno dovrà andare altrove a mostrare il suo talento. Chi rimarrà renderà, comunque, la porta bianconera difficile da passare. Meret, Scuffet e Perisan sono il ‘Made in Friuli’, oltre che esser gli U21. Il primo non ha nascosto che gli piacerebbe giocare  avita col bianconero addosso. Già nazionale U19, ha una tecnica che per molti addetti ai lavori è superiore anche a quella dei suoi coetanei. Deve migliorare nelle uscite e sui rigori, ma il talento e la calma con cui gestisce le situazioni sono un’assicurazione. Scuffet lo conosciamo. Titolare dell’U21 di Gigi Di bigio è ora al Como per giocare con continuità. L’anno scorso ha deciso di rimanere per imparare alle spalle di Karnezis, il suo limite attuale sono le uscite, mentre dalla sua ci sono riflessi da ghepardo. Perisan in primavera è sempre stato chiuso dai due suddetti concorrenti che per età lo hanno relegato sempre dietro. Oggi ha la possibilità di mostrare il suo valore e si intravede anche per lui la stoffa del campione. Sicurezza riflessi ci sono, sembra che anche sulle uscite si già a buon punto. Da sottolineare anche l’arrivo di Dani, scuola Juve: è un ’99, ma anche qui in molti assicurano che è una possibile stella, anche se questiono farà il vice. [highlight] DIFESA [/highlight] – In prima squadra non ci sono U21, ma in Primavera segnatevi questi nomi: Mauro Coppolaro (già aggregato l’anno scorso da Stramaccioni) è capitano dell’U19 di Vanoli. Fisico possente, velocità, senso della posizione la sua forza. Andrea Geromin nel suo profilo Instagram scrive: “Il calcio è l’arte di comprimere la storia universale in 90 minuti”. Un bellissimo biglietto da visita per far capire che cosa ha in testa. Mentre nel piede ha sicuramente tanta tecnica, basta vedere il gran gol da fuori che ha battuto Indovina nell’amichevole col Pordenone. Ed è un 1999. Un anno di meno per Joao, portoghese con la tecnica cara a questa terra. Deve crescere fisicamente, ma ha l’indole del difensore moderno, capaci di giocare in più ruoli. Una scommessa su cui puntare? Carl Stewart, scuola Watford, temperamento British. 2015-08-29 18.40.44 [highlight] CENTROCAMPO [/highlight] – Si comincia con Bruno Fernandes: qualcuno si dimentica, infatti, che ha 21 anni, pretendendo quella continuità che può arrivare solo con l’esperienza. Un professionista come pochi. Il portoghese già a Novara parlava italiano fluente, tanto che il DS Cristiano Giaretta (che lo conosceva bene) l’ha voluto fortemente a Udine. Colantuono oggi lo utilizza da mezzala, dopo che in passato ha provato diversi ruoli, perdendosi un po’. In mezzo al campo sta mostrando la sua fantasia, ma anche una crescita fisica che gli consente di essere affidabile in un ruolo chiave. Evangelista ha voluto rimanere a Udine per giocarsela: una sfida che dimostra quanto caparbio sia questo brasiliano che sogna le Olimpiadi di Rio, ma che per arrivarci deve prima di tutto giocare a Udine. Non  sarà facile vista la concorrenza, ma già all’esordio l’anno scorso agli ordini di Strama, ha mostrato le sue qualità. Tira le punizioni alla Zico, non è poco nemmeno questo. Spostandoci sulla fascia sinistra ecco Ali Adnan. Il 21enne nazionale iracheno non sarà Bale, ma non è nemmeno un UFO. Ha una tecnica decisamente superiore, ma soprattutto ha quel carattere che nel calcio è tutto. Si è forgiato in un Paese martoriato, ha giocato in Turchia e in A ha debuttato allO Stadium di Torino senza timori.  I cross sono il suo forte, deve migliorare in fase difensiva. Scendendo di categoria, tra i Primavera troviamo Simone Pontisso: il friulano ha esordito in A a Cagliari con Stramaccioni: gioca a testa alta, ha visione di gioco, un ‘8’ completo nonostante l’età. Ora, però, deve anche segnare qualche gol in più. 2015-08-29 17.37.40Altro giocatore di scuola portoghese è Garmendia: assomiglia a Fernandes, ma deve ancora crescere fisicamente. Ha però personalità, basta vedere i dribbling che tenta. Altro punto di forza è Luca Magnino, pordenonese doc classe 1997, che in mezzo al campo ha tiro da fuori e doti da incontrata assieme. Se dovessimo fare due nomi su cui scommettere diciamo il beneventano Joele Mincione e il pugliese Alessio Castrì. Se verrà tesserato anche Halilovic, fratello d’arte, è un potenziale su cui puntare. [highlight] ATTACCO [/highlight] – Stipe Perica è una punta che se inizia a trovare lo specchio diventa superba. Non è poco per un attaccante….Battute a parte, ha velocità e tecnica, ma tatticamente deve progredire molto. Rodrigo Aguirre ha incantato critica e  pubblico nel pre stagione: ha senso del gol e velocità, soprattutto dopo il primo anno di ambientamento è pronto a dire al sua in Italia. In Uruguay quando se n’è andato è scoppiata una piccola rivolta tra i tifosi che l’avrebbero voluto ancora lì. Lo paragonano a Ruben Sosa. In primavera l’australiano Armenakas è un potenziale campione, ma si sa bene che il salto di categoria è enorme. Non lo si è visto ancora all’opera tra i grandi, ma nella sua categoria ha mostrato tecnica e fiuto del gol. Il bomber di quest’anno è il croato Prtajin: gol a raffica in pre stagione, fisico decisamente buono, deve essere più collaborativo con i compagni, ma il talento c’è eccome. Suo connazionale Marko Matic, sorriso sornione e quel numero 7 sulle spalle che  fa sognare: dribbling e ottimo destro le sue armi. E Giovanni Amoroso? Chiudiamo con lui questa panoramica. Il figlio di Marcio vede la porta come pochi (chissà perché?!), ma deve imparare a stare in campo. In sostanza ne deve mangiare di campo. IN PRESTITO – Non dimentichiamo chi è già andato in prestito per farsi le ossa: Jaadi, Verre, Rovini, Alexis Zapata, Vutov e Bochiewicz li si conosce già e non hanno bisogno di presentazioni, ma solo di confermarsi. Questa la beata gioventù bianconera. La accendiamo? (Getty Images)

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