Udinese 2.0: la rinascita

Udinese 2.0: la rinascita

L’Udinese mostra incoraggianti segnali a San Siro al di là del risultato che la lancia in classifica: ora serve trovare continuità e un uomo gol davanti.

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In due gare 6 punti con 6 tiri nello specchio, 12 tiri subiti e due pali a favore. Non male, si chiama cinismo per qualcuno. La risposta al di là dei numeri comunque  c’è stata, l’Udinese c’è. Avete presente quella pubblicità del famoso cioccolato? Piccola, pratica, quadrata: ecco la squadra di Iachini appare così. Pratica perché bada al sodo, attenta a tenere le posizioni, disciplinata; quadrata perché questo 4-3-2-1 rispecchia bene tutte le caratteristiche dei singoli; Perché piccola? Perché dà l’impressione sempre di mancare ancora dell’ultimo passaggio, o forse più semplicemente di un uomo gol davanti alla porta avversaria. Trequartisti e centrocampisti si dannano e arrivano anche a spostarsi in avanti, ma non può bastare.
Un Di Natale non c’è più, un terminale offensivo che trasforma anche il piombo in oro. Per questo Iachini deve smettere i panni di allenatore e diventare alchimista. Forse non ci vuole poi molto perché l’allenatore marchigiano ha già mostrato elasticità e intelligenza nel modificare l’assetto alla sua squadra. Ora serve forse il coraggio di togliere un cipresso per piantare un più giovanile ciliegio.

Non è un problema da poco quello del gol, anche se da Milano si torna con più certezze che dubbi (e Perica appunto è una di queste).
Soprattutto in mezzo questa squadra piace, appare decisamente più solida. Serve registrare ancora qualcosa, ma la difesa a quattro finalmente regala 0 reti prese in due gare e non è una statistica da poco.

C’è da lavorare, ma un primo indizio di nuovo corso finalmente si vede. Non ci si dimentichi però anche una considerazione che va al di là del merito: questa squadra parla troppe lingue, capirsi in campo non è facile e Iachini a San Siro si è sbracciato per farsi comprendere dai suoi. L’italiano non è solo un vezzo, insomma.

Ora all’orizzonte il Chievo, gara che potrebbe già diventare uno sparti acque con una classifica che torna a sorridere dopo tanto, troppo, tempo: ma va affrontata nella giusta maniera, il tempo del contropiede non può durare per sempre, serve anche trovare una manovra costruita e, si spera, finalizzata.

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