Udinese, l’esperienza al potere

Udinese, l’esperienza al potere

La controtendenza della politica del club la si è già vista sul mercato. L’arrivo di Iturra (31 anni) ricalca la volontà di dare maggiore esperienza a una squadra che ha fatto da sempre della line avere la sua forza.

Se l’età media rimane intorno ai 26 anni (25.7 per la precisione), i giocatori più rappresentativi collezionano insieme 135 primavere in quattro (Di Natale, Domizzi, Pinzi, Danilo). Se ci aggiungiamo Pasquale (33 anni) capiamo che in campo potrebbero esserci già 5 giocatori ultra trentenni. Se non è record poco ci manca per l’Udinese.

Di Natale vanta  13 stagioni in A, Pinzi 16, Domizzi 12, Pasquale 13, ma con meno minutaggio, Thereau e Kone 5, Danilo 4.
Insomma numeri che fanno capire che l’epoca dei giovani rampanti allo sbaraglio è finita. Del resto anche Stefano Colantuono, 393 panchine alle spalle, non è nemmeno lui un principiante.
Lo stesso Duvan Zapata non è proprio un esordiente, avendo già 24 anni e una buona esperienza tra Napoli e Sudamerica. Come lui Badu e Wague.  Edenilson ha 25 anni, al pari di Guilherme e Romo (che farà il vice di Karnezis, oramai trentenne pure lui). Kone ha 28 anni, Piris 26, Neuton 25, per non dimenticare Thereau che ha 32 anni e potrebbe pure lui partire titolare in avanti.

E la beata gioventù? A fare da contraltare ci sono attualmente Alex Meret (19 anni, ma dato in partenza), Scuffet (20, anche lui vicino all’arrivederci), Widmer, Fernandes e Aguirre (21), Ali Adnan (22). Di questo il solo portoghese sembra attualmente un titolare.

Insomma l’Udinese che Guidolin chiamava baby, oggi ha cambiato volto. Maggiore esperienza, certamente, ma anche il risvolto della medaglia: tranne pochi casi sembra mancare un ricambio generazionale adeguato. Non solo a Udine, ma in generale. I migliori U21 preferiscono altri lidi più remunerativi (vedi la Premier), intanto si sta perdendo tempo sui vivai. Il Torino campione d’Italia Primavera quanti giocatori ha dato alla prima squadra? Nessuno.
Verde, gioiello nato nel vivaio della Roma è andato a farsi le ossa a Frosinone, sperando di giocare. Valerio Verre si è accasato a Pescara in B, visto che a Udine era chiuso. Christian Battocchio, stella della nazionale di Di Biagio, è relegato tra le riserve bianconere. A volte sono scelte discutibili per i tifosi, ma le società specie con l’avvento delle rose ristrette, hanno una paura folle di sbagliare. E l’esperienza è vista, quindi, come una sorta di garanzia.
Le scelte dell’Udinese e non solo si condensano qui: in una riforma condivisibile negli intenti, ma non nei modi.

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