Udinese, l’ora delle risposte

Udinese, l’ora delle risposte

Per Delneri comincia l’avventura. Ma alla fine siamo certi che non tutti i problemi sono sempre in panchina.

La multinazionale Udinese sarà anche ricca di stranieri, ma non appare ricchissima sul campo. Sette punti conquistati in altrettante gare, che hanno portato l’avvicendamento in panchina tra Iachini e Delneri. Se era solo un problema di timone lo scopriremo presto, i bianconeri in questo mese affrontano Juve, Pescara, Palermo e Torino, un poker di gare che farà capire se il male oscuro (poi nemmeno così tanto) di questa squadra è stato in parte curato con un esonero.

Il primo ostacolo è quasi una montagna, la Juve. L’anno scorso con un po’ di fortuna e tanta difesa a oltranza Thereau regalò forse il momento migliore di un anno che pii rischiò di divenire addirittura drammatico. Oggi l’impresa è già avvenuta, quasi in maniera analoga, a Milano contro i rossoneri. Un jolly che in classifica potrà pesare alla lunga, ma di certo riuscire a strappare qualche altro punto contro le grandi aiuterebbe non poco per non dover essere obbligato al risultati nelle altre gare.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare di problemi per Delneri. Primo fra tutti una rosa che porta con sé l’annoso problema id mancanza di leader calci di trascinare un numero impressionante di ragazzini stranieri che probabilmente non hanno ancora capito cosa significa indossare la maglia dell’Udinese e giocare in Serie A.  Poi ci sono gli infortuni, i reduci dalle nazionali, insomma ci sono quasi scelte obbligate.

Il modulo intanto sta per divenire un 4-3-3, tralasciando i numeri in fase di possesso e non possesso che rischiano solo di ingannare. Mancano i terzini veri, ma il tecnico spera di riavere almeno Samir a sinistra, un tampone in una zona che ad oggi è il punto più debole della squadra. A destra di nuovo Heurtaux, in mediana Danilo e Felipe. Se lex Verona non dovesse essere al topo dentro Angella e Felipe spostato a sinistra. Comunque la si vede sono quattro centrali. In mediana Kums sempre davanti alla difesa con Fifana e Badu ad aiutarlo. Quindi De Paul e Thereau dietro a Zapata.

Non ci sono grandi novità a naso, anche s eia lavoro di Delneri è soprattutto sulla testa e sulle posizioni da tenere. Squadra corta e pronta a ripartire in velocità. Facile a dirsi, vedremo sul campo se due settimane di lavoro con un gruppo parziale hanno dato già qualche frutto.

La Juve? C’è poco da dire, solo lei può farsi del male, ma se gioca anche solo al 90 per cento sono guai per tutti non solo per l’Udinese.Non sarà la squadra simpatia, ma va dato atto che è l’unica che sta portando avanti una politica competitiva. Al contrario dell’Udinese che sei è involuta, se non fermata senza un vero rinnovamento.
Per Delneri comincia l’avventura quindi. Ma alla fine siamo certi che non tutti i problemi sono sempre in panchina.

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