Udinese, penultimo atto

Udinese, penultimo atto

Campionato 2014/2015, penultimo atto per l’Udinese al ‹ Friuli ›. Domenica 24 alle 15, arriva il Sassuolo di Eusebio Di Francesco e dell’ex Antonio Floro Flores. Una storia d’amore interrotta quella tra l’attaccante napoletano e il club bianconero a causa di incomprensioni nate tra il giocatore e l’ex tecnico Francesco Guidolin. Il ritorno in Friuli è però sempre un tuffo in emozioni: a Udine, del resto, ha deciso di mettere casa, di viverci a fine carriera.
Per quanto concerne l’aspetto tecnico per i bianconeri è l’occasione per salutare il proprio pubblico nel migliore dei modi: dopo l’ultimo ko interno contro la Sampdoria, c’è voglia di riscatto per rendere anche onore all’arrivo del nuovo stadio.
L’impianto sta per essere completo: a dicembre è prevista l’inaugurazione, ma già dall’avvio del prossimo torneo saranno agibili la Curva Nord e il settore Distinti. Per l’avvio del nuovo torneo saranno disponibili 18 mila posti, a luglio al via anche la campagna abbonamenti.

Lo stadio è il tassello più importante del ‹ progetto Pozzo ›, che dal 1995, dal ritorno in Serie A, è cresciuto esponenzialmente. I risultati sportivi hanno aiutato a materializzare l’assetto economico, vitale per crescere e materializzare operazioni importanti: i Pozzo si sono rivelati imprenditori calcistici senza paragoni, gli unici  vantare oggi tre squadre nei primi tre campionati europei. L’Udinese è il fulcro del ‹ business › e lo stadio è il sigillo finale.
Le mura da sole, però, non bastano a creare quell’entusiasmo reclamato a gran voce dal Paròn. Ci vorrà un mercato all’altezza per materializzare sogni e aspettative: per questo si vuole trattenere Allan, per questo si vuole regalare un attaccante di primo piano a Stramaccioni (Niang?, Quagliarella?, Paloschi?).
Col Sassuolo potrebbe essere anche l’ultima in casa di Antonio Di Natale: il capitano, mister 207 gol in Serie A, non ha sciolto le riserve: le ultime notizie arrivano da suoi amici fidati che scommettono su una permanenza in Friuli. Del resto qualcuno si immagina Totò avversario?

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L’Udinese chiude in casa, ma ripartirà da Stramaccioni: Pozzo, del resto, non ha mai avuto dubbi a riguardo. Quest’anno si sono dette in giro fin troppe parole, ma nello spogliatoio i giocatori hanno cementato l’unione con il loro allenatore, suggellando il tutto con abbracci dopo ogni gol: la fotografia più bella del campionato è proprio la corsa sfrenata di Di Natale verso Strama in occasione del gol al Verona al Bentegodi. Un gesto che ha stupito lo stesso tecnico, in quanto Di Natale non aveva mai rivolto una dedica così plateale a un suo allenatore. Segno di quanto si sia lavorato sul gruppo prima che sugli schemi.

Per questi c’è tempo durante l’estate, con una Udinese più forte e pronta all’esordio in una platea già invidiata da tutta Italia. Il Nuovo Stadio Friuli non sarà solo un gioiello, ma deve diventare l’attrattiva per trattenere i migliori calciatori: il club vuole arrivare a questo, ma per farlo serve entusiasmo e per creare partecipazione serve creare una squadra di livello e affamata. L’equazione è fin troppo facile a parole.

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