Udinese, vuoi diventare maggiorenne?

Udinese, vuoi diventare maggiorenne?

L’Udinese che si lecca le ferite dopo Parma ha già davanti il Palermo: un bene, probabilmente, perché la squadra ha l’opportunità di riscattarsi da subito.
Quanto accaduto in Emilia fa ancora male, perché come ha sottolineato qualcuno anche su questo giornale, non avere motivazioni non è un bel complimento per chi va in  campo da professionista. Onorare la maglia è sempre il dovere primario di chi fa come mestiere il calciatore.

La caduta mentale di Parma (dalle prime battute si era capito che non era serata) dimostra ancora una volta che Udine sarà cresciuta sotto molti aspetti negli anni, ma non arriva a scrollarsi di dosso quella indole da adolescente immatura che le ha fatto mancare molte occasioni importanti nella sua storia recente. Il senso di responsabilità in questo senso non si trova nel cassetto la mattina e se è vero che la società ha alzato l’asticella è altrettanto vero che distrazioni non mancano. Si parla ancora troppo di mercato quando non è opportuno farlo, si guarda al futuro senza porre paletti ‘inamovibili’: insomma c’è ancora parecchio lavoro da fare in questo senso.

Il senso di appartenenza è una parola trita e ritrita nel vocabolario calcistico moderno, ma è ancora qualcosa di astratto e questo vale per Udine e per molti altri posti: purtroppo lo ‘show business’ dilagante non aiuta a crearlo.
Rimane amarezza per quanto visto, rimane il fatto che ‘il punto più basso della stagione’, come l’ha definito il Ds Cristiano Giaretta, verrà immortalato per sempre: non si cancellerà, ma serve farlo dimenticare. Il tempo aiuta, ma serve correre da oggi per mostrare che si vuole diventare maggiorenni, che si vuole iniziare a pensare in grande. Alzare l’asticella non è qualcosa che si impone, è qualcosa che si deve sentire dentro.

©Mu

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