Udinese, zero punti, qualche spunto. Totò c’è!

Udinese, zero punti, qualche spunto. Totò c’è!

Ci sono giornate dove il risultato è importante, ma il calcio lascia spazio ad altre cose. Questa 35ma giornata di Serie A, in  casa bianconera è una di quelle. Quando vedi Totò Di Natale quasi commuoversi dinanzi al calore della sua gente, quando lo vedi ancora in campo a 38 anni, quando le magie non finiscono, ti riconcili con questo sport. Il business, il mercato, i bilanci passano tutti in secondo piano quando riesci ancora ad emozionarti per una giocata, per 207 gol segnati con la maglia dell’Udinese. Mica del Real Madrid: siamo onesti con noi stessi. Anche se l’Udinese è cresciuta esponenzialmente negli anni, siamo sempre noi. Friulani che sognano in grande, ma dove la quotidianità ci dice sempre che non è facile e non lo sarà mai. Per cui quanto fatto dal Divin Capitano è qualcosa di unico, irripetibile nel panorama calcistico italiano. L’emozione di vederlo attorniato di bambini, di gente che lo applaude senza stancarsi è qualcosa che ti rimane dentro. Forse rimarrà anche a lui, perché chi gli sta vicino dice sempre che prima di essere un campione è un ragazzo sensibile, di quelli che come noi si emozionano ancora. Chissà che tutto questo non gli faccia cambiare idea: Strama lo vuole, i tifosi e la società anche. Basta poco che ce vo…

LA GARA – Udinese che si presenta in campo con il 4-3-1-2, collaudato e come previsto Strama opta per Hallberg e Gejio dal primo minuto, con eventuali cambi tattici pronti all’uso.
Fischi per Muriel, come ampiamente previsto e come previsto gara condizionata in parte dal gran caldo (26° C). Ma nonostante questo handicap ampiamente previsto da Strama, è l’Udinese a fare la partita: ritmi non elevati, ma costante ricerca del pressing alto e delle percussioni a turno sulle fasce e centralmente. Samp annullata, però sono proprio i doriani ad andare in rete: sfortunata deviazione di Widmer al 25’ che consente a Soriano di portare il vantaggio i suoi. Esulta Ferrero che si prende una sonora fischiata (superiore a quella ricevuta da Muriel ad ogni pallone toccato). Primo tempo con l’Udinese che cerca spazi, ma non ne trova.Esce Gejio per Thereau, si ricomincia: buona lena per i bianconeri che non riescono però a segnare. Gol annullato a Thereau, altre azioni, ma la palla sembra stregata nel caldo pomeriggio del ‹ Friuli ›.  E così la Samp chiude il conto: difesa bianconera disattenta, Soriano – sempre lui – è libero di insaccare il raddoppio. Poi Eto’e e Duncan chiudono i conti, con il primo rigore stagionale a fare da bandiera per l’Udinese e per Totò che arriva a 207.

La partita non regala punti, la Samp è apparsa onestamente più affamata di vittoria, ma nel caldo catino del ‹ Friuli › non sono mancati spunti: l’Udinese ha giocato col collaudato 4-3-1-2, ha creato occasioni, ma senza il suo cervello Allan ha perso qualcosa in fase di gestione della gara, senza contare che in fase conclusiva purtroppo quest’anno si sente qualche mancanza.

I punti non arrivano, dunque, ma altre indicazioni sono da scrivere sul taccuino: l’Udinese dell’anno zero sa che ha ancora delle pecche, nessuno si scandalizza per questo. Il futuro del resto va costruito anche analizzando bene perché ci sono, capendo dove intervenire. Sicuramente quanto detto da Pozzo (‹ arriverà un attaccante forte ›) è un segnale che fa comprendere che anche la società ha capito quali sono i limiti attuali. Gli StramaBoys però non vanno di certo giudicati per una partita o solo per le sconfitte: in un giorno di festa è comunque bello soffermarsi su quanto fatto da Totò, dalla storia scritta, piuttosto che su quella che sarebbe stata se…Perché questi nel calcio non servono.

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