Un mese per capire l’Udinese

Un mese per capire l’Udinese

Quattro gare per capire davvero di che pasta è questa Udinese

Juve, Pescara, Palermo e Torino. Non saranno decisive, ma daranno un segnale certo su che campionato farà l’Udinese. I presupposti estivi erano pochi, lo scetticismo era tangibile e non si può imputare solo a Beppe Iachini una partenza col freno a mano tirato. I bianconeri non giocano da anni e da tre stagioni mostrano sempre la stessa faccia triste dell’America, dell’Africa, dell’Europa, ovvero tutte le sfaccettature di una rosa che ancora adesso non si capisce chi abbia come capo gruppo.

Gigi Delneri è stato accolto bene dai tifosi. Ora si deve capire se la squadra lo ascolterà e non è scontato. Tra individualismi e ambizioni personali, non sarà facile creare quell’amalgama indispensabile che viene prima di ogni modulo.

Si parla di 4-2-3-1, di 4-1-4-1, di 4-3-3, ma gli interpreti saranno sempre più o meno gli stessi, per cui il compito più delicato sarà tenere a bada malumori di chi sta fuori e gruppetti che si creano sempre in questi casi.

Con la Juve il primo di quattro appuntamenti decisivi, dunque. Pensare di ripetere l’exploit dell’anno scorso è difficile, ma il bello del calcio è che non c’è mai nulla di scritto. Una reazione d’orgoglio sommata a qualche intuizione tattica e un po’ di culo, potrebbero anche cambiare le sorti di una gara che per molti è già scritta.

L’Udinese che sta prendendo forma sotto egida del tecnico friulano vede Felipe probabilmente terzino sinistro, con inserimento di Angella accanto a Danilo ed Heurtaux. Davanti alla difesa Fofana e Badu, poi Kums spostato più avanti in modo di rivedere anche quel giocatore che andava al tiro con frequenza col Gent. De Paul a sinistra, Thereau a destra e Zapata centrale.

Questa potrebbe essere l’idea con cui affrontare gli altri bianconeri. Basterà? Alternative non ce ne sono molte, perché al di là delle parole gli equilibri sono difficili da trovare con una squadra costruita con tante mezze punte e poca sostanza sulle fasce e dietro.

Al di là del risultato a Torino serve capire che fisionomia sta prendendo la squadra. Poi il banco di prova vero sarà col Pescara e col Palermo, dove sei punti appaiono d’obbligo prima di affrontare il Torino. Qui si giocherà il futuro l’Udinese che dopo aver fatto fuori l’ennesimo allenatore non ha più alibi.

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