Gazzetta: Udinese, 3 sberle e fischi

Gazzetta: Udinese, 3 sberle e fischi

Due gol di Immobile e uno di Keita proiettano anche la squadra di Inzaghi al 3° posto e schiantano Iachini, al quarto k.o. in 7 turni

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L’analisi della Gazzetta sulla vittoria della Lazio sull’Udinese.

Cara Lazio, quale modulo indossiamo stasera? Simone Inzaghi ha un vestito tattico per ogni occasione e gli piace cambiare adattandosi anche alle caratteristiche dell’avversario. La sua squadra lo segue probabilmente divertita e sicuramente conquistata dalla duttilità e dall’imprevedibilità del giovane allenatore. Saper indossare bene allo stesso modo i jeans o un vestito elegante è sicuramente una qualità e Inzaghi sta dando alla sua Lazio un look cangiante e quasi sempre accattivante. Ieri a Udine per la quinta volta in sette giornate Simone ha cambiato modulo: dopo il 4-3-3, il 3-4-3, il 3-5-2 e il 3-4-1-2 ha presentato a sorpresa il 4-1-4-1. E ha dominato la partita. Una grossa mano gliel’hanno data l’impresentabile Udinese e Beppe Iachini, che invece ha insistito sul 4-3-1-2 che in questo momento i bianconeri non possono permettersi almeno contro avversari più forti. Vedremo quindi nelle prossime tappe quale sarà il vero volto della Lazio, che intanto ieri sera si è addormentata al terzo posto e in attesa delle partite di oggi si gode un inizio di campionato sicuramente confortante.

UDINESE SENZA GIOCO Nel modulo utilizzato ieri sera Parolo si piazza davanti alla difesa, Anderson e Keita si sobbarcano il doppio lavoro sulla fascia (di più il brasiliano, per la verità), Milinkovic-Savic e Lulic vanno a caccia del pallone e Immobile corre dove lo portano la generosità e il senso del gol. Inzaghi chiede una pressione alta per far venire subito a galla la difficoltà dell’Udinese nella fase di impostazione. Una difficoltà che ha radici tattiche più che tecniche perché Kums è un regista di qualità, ma sembra che lui e i compagni siano sintonizzati su frequenze diverse. Non c’è fluidità di gioco anche perché non c’è movimento senza palla, Kone si vede troppo poco, i terzini non salgono mai e così tutto è affidato alle velleitarie iniziative di De Paul, i cui dribbling sono sempre privi di efficacia perché non producono mai passaggi o tiri. È un peccato perché Zapata conferma potenza e dinamismo, ma riceve palla solo quando è decentrato: gli riesce abbastanza difficile crossare e poi andare al centro per deviare lui stesso di testa. E lo stesso Perica, per quanto poco attivo nella prima parte della gara, è stato bravo a non mollare e ha avuto un paio di occasioni nella ripresa. Il potenziale offensivo dell’Udinese è buono (ieri mancava Thereau, in tribuna per una contrattura alla schiena), ma gli attaccanti vanno innescati in un certo modo altrimenti sono facilmente controllabili. Il pubblico del Friuli ha espresso la propria delusione con fortissimi fischi a fine gara, la sosta arriva al momento giusto perché l’Udinese ha conquistato appena un punto nelle ultime quattro partite e dimostra grande confusione oltre a una preoccupante fragilità difensiva.

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