Il commento della Gazzetta dello Sport

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Un Evangelista arrivato dal San Paolo ha deciso Udinese-Cesena, partita vagamente biblica: sviluppo lungo, pioggia degna di Noè e una parabola di Bruno Fernandes all’incrocio. Il 3-2 di Lucas Evangelista, brasiliano del ’95 arrivato in estate, ha mandato Stramaccioni agli ottavi più del 4-2 di Thereau, arrivato quando l’Udinese era già in controllo. Cross di Pasquale, deviazione di Agliardi e tuffo di testa di Lucas: è stato abbastanza per negare i rigori ai 24 tifosi arrivati da Cesena, gli unici rimasti all’acqua per 120 minuti. Applausi anche a loro, perché Udinese-Cesena aveva l’attrattiva di un cine-panettone per un accademico della crusca: 5 gradi, in campo due squadre con zero vittorie a novembre, le ultime due di A per occasioni create. Invece no, il film è stato apprezzabile: sette occasioni da gol già nel primo tempo, primizie e un paio di rimonte.
UDINESE CREATIVA Stramaccioni sorride più di Bisoli perché si è meritato il Napoli: l’Udinese ha attaccato molto e riscoperto il 3-5-2 con buoni risultati. Senza Karnezis e Di Natale, Widmer e Thereau, ha avuto molto sia da Allan – primo gol in Italia, partita niente male come mezzala sinistra – sia da Fernandes. Bruno ha avviato l’azione dell’1-1 e messo in porta un 2-1 grande stile: no look di Pasquale, alla Ronaldinho ma senza treccine, e destro forte vicino all’incrocio. L’attacco, senza Di Natale, ha fatto l’attesa fatica. Geijo ha preso un palo calciando dal nulla ma ha mandato nel cantiere la palla migliore della partita: uno contro uno con Agliardi e tiro alto.
BISOLI ALTERNATIVO Il Cesena invece è venuto a Udine con una specie di squadra B. Solo tre titolari confermati rispetto al weekend e chiara strategia conservativa.

(Gazzetta dello Sport)

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