Solidarietà al Messaggero Veneto. La stampa è libera, anche se critica

Solidarietà al Messaggero Veneto. La stampa è libera, anche se critica

L’Udinese da tempo ha innescato una ‘guerra’ mediatica, nel senso che probabilmente le colpe di annate storte è meglio riversarle su chi critica e non su chi comanda

di Redazione

In casa bianconera da tempo si è innescata una ‘guerra’ mediatica, nel senso che probabilmente le colpe di annate storte è meglio riversarle su chi critica e non su chi comanda. I tempi moderni sono questi, il sistema è usato abilmente dai politici così come dalle società sportive. Ai lettori attenti le loro conclusioni: avendo fiducia nell’intelligenza di chi ci legge e chi legge gli altri giornali, sappiamo che se uno non condivide può esprimerlo, oppure più semplicemente non credere e non leggere più quel quotidiano. Per fortuna non siamo in tempi di monopolio, anche se per qualcuno sarebbe utile.

Ecco perché oggi riprendiamo il comunicato del Messaggero Veneto, vittima di quello che esso stesso definisce un attacco.

L’attacco alla libera informazione
 
Il Messaggero Veneto e la sua redazione sportiva sono stati oggetto di un attacco privo di contraddittorio nel corso della trasmissione Tonight andata in onda martedì sera e, in replica, ieri all’ora di pranzo, sul canale UdinewsTv riconducibile alla proprietà dell’Udinese calcio.Un commentatore ha accusato il giornale e alcuni dei suoi giornalisti dei quali sono stati sottolineati i nomi, quasi fossero un bersaglio, di scrivere con un eccesso di coinvolgimento e fors’anche di critica dei risultati della squadra, piuttosto deludenti. L’opinionista, nella sostanza, ha attribuito alla stampa locale (come aveva già fatto precedentemente senza che l’Ussi, l’Unione dei cronisti sportivi abbia sentito il dovere di intervenire) di fomentare il malumore. E’ una accusa gravissima. Falsa, naturalmente.Lasciamo ai lettori il giudizio sulle ragioni delle imbarazzanti prove dell’Udinese, così lontana dalle sue stagioni migliori. Crediamo che tanta attenzione fra gli appassionati di calcio sia dovuta al timore della retrocessione. Quindi, più che comprensibile.Desideriamo, infine, ribadire ai lettori che non ci lasceremo intimidire né ora né mai e che continueremo a seguire con affetto la nostra squadra e le sue tribolazioni dentro e fuori lo stadio Friuli. Perché l’Udinese è, certo, gestita dalla famiglia Pozzo, ma è proprietà affettiva dei friulani. A loro, come sempre, noi rispondiamo con rispetto e responsabilità
0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy