Galderisi: l’Udinese è un esempio assoluto

Galderisi: l’Udinese è un esempio assoluto

Uno dei protagonisti del Verona scudetto è stato Giuseppe ‘Nanu’ Galderisi. Che di derby ne ha visti parecchi, compreso quelli storici del 1984/95: “All’andata segnai proprio io su rigore. Il ritorno è stato, poi, spettacolare sotto tanti punti di vista. Nel primo tempo sul 3-0 il gol c’è stato il gol ingiustamente annullato a Tricella, quindi i  pali presi da Edinho: è stata una partita magnifica, due squadre che giocavano un grande calcio che si sono affrontate a viso aperto. Ricordo quelle sfide come se fossero state giocate ieri”. Il tricolore in Veneto, una situazione proponibile ancora? “Mi piacerebbe tanto che succedesse, ma più si va avanti più e difficile. Nel calcio però tutto può succedere, basta guardare il Carpi. Il lavoro e la programmazione sono decisive come qualità, per questo l’Udinese può sperare. Non è vero però che una volta era più facile vincere: il campionato era complicato, c’erano Roma, Inter, Fiorentina, Torino, era un torneo che noi ricordiamo per i sacrifici, ma anche perché non era facile vincere”.

squadra
Il Verona dello Scudetto
Qual è stato il segreto del Verona? “Il gruppo. Bagnoli l’ha creato e plasmato negli anni. ancora oggi ci incontriamo. Il nove maggio ci sarà l’anniversario e saremo tutti a Verona. Bagnoli era magnifico sotto certi aspetti: ci ha dato carica, ma ha anche sempre mantenuto la serenità. L’idea è stata sempre ben precisa: pedaliamo e vinciamo. Noi eravamo una squadra fantastica con uomini di spessore. Mascetti era un fratello più grande. Per me è stata una bella sfida, era il momento per esplodere e meglio di così non potevo trovare” Oggi che squadre troveremo? “Credo che ci sia stato un periodo difficile per entrambe. Adoro il modo di pensare dell’Udinese, è una delle squadre che va studiata sempre per migliorare il nostro mondo. Mantiene la calma anche quando le situazioni sembrano complicarsi. Sono due squadre che adesso stanno facendo bene, sarà una partita aperta, più alla ricerca del gioco che del risultato”. Piace l’Udinese targata Stramaccioni? “Certo, moltissimo. Strama lo conosco, e oggi mi sono fatto l’idea che la nostra categoria è davvero bistrattata. L’allenatore è sempre sotto esame, non è giusto. Lui è uno che ha fatto una grande esperienza all’Inter, questa di Udine è l’opportunità  giusta per crescere e diventare ancora più bravo. le basi e le motivazioni non mancano”. Il calcio di oggi perché non attrae come quello degli anni ottanta? “C’è qualcosa che è cambiato sotto certi aspetti, il tifoso non si rispecchia in certe situazioni. Le formazioni una volta erano sempre quelle,  le conoscevi a memoria. Oggi tutto cambia velocemente, troppo. Qualcuno è all’altezza qualcuno no, qualcosa però si può fare. In giro per il mondo facciamo fatica, dobbiamo migliorarci per ritrovare l’identità”. Galderisi e la Nazionale: qualche rimpianto? “Quello di non essere stato convocato nel 1982, quando al mio posto fu scelto Selvaggi. Nel 1986 sono stato felice di aver giocato con la Bulgaria, è stata una esperienza indimenticabile, ma è stato anche un Mondiale che non è andato bene. L’Argentina però era davvero forte, credo imbattibile. Il gol di Maradona all’Inghilterra è stato stratosferico. Stava da Dio, il Mondiale l’ha vinto lui, faceva la differenza”.  

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