D’Agostino: “Con la tattica l’Udinese può fermare la Roma”

D’Agostino: “Con la tattica l’Udinese può fermare la Roma”

Il doppio ex presenta la sfida di domenica allo stadio Friuli: “I giallorossi possono fare male non solo con Dzeko, ma anche con gli esterni. Però i bianconeri hanno ritrovato una quadratura grazie a Delneri”. E poi rivela: “Mi piacerebbe tornare a Udine da allenatore”

Un tuffo nel passato. Per certi versi Udinese-Roma è la gara che più di altre riporta indietro l’orologio a sfide sensazionali. Spesso, infatti, gli incroci tra la formazione friulana e quella giallorossa hanno dato vita a partite intense, ricche di gol, festeggiate in modo assurdo o terminate con le lacrime. Tanti i calciatori, poi, che hanno vestito entrambe le casacche, come Gaetano D’Agostino, ex regista bianconero dal 2006 al 2010 e attuale allenatore dell’Anzio Calcio 1924, club romano che milita in serie D. Presentando il big-match di domenica, “Dago” a MondoUdinese.it ha parlato anche di come il calcio sia cambiato negli ultimi anni. E non solo dal punto di vista tecnico. Anche la comunicazione si è evoluta e Gaetano ha annunciato che proprio oggi è stata rilasciata la nuova versione del suo sito internet (http://www.gaetanodagostino.it/) che si aggiunge alla sua pagina Facebook ufficiale (https://www.facebook.com/gaetanodagostinoofficial/). Un modo come un altro per rimanere in contatto con i suoi tanti estimatori. Anche friulani.

D’Agostino, che rapporti ha oggi con Udinese e Roma?

Adesso vivo a Roma e ho un buon rapporto con l’ambiente. Ho il piacere di tenere i contatti con alcuni radio e di seguire le vicende giallorosse. Per quanto riguarda l’Udinese, la porto nel mio cuore. Sento ancora qualcuno che abita lì. Per quanto mi riguarda è un rapporto d’amore, perchè a Udine ho trascorso i quattro anni più belli della mia carriera, e non si possono dimenticare.

Domenica bianconeri e giallorossi si affronteranno allo stadio Friuli, che gara si aspetta?

CATANIA, ITALY - JANUARY 31: Gaetano D'Agostino of Udinese Calcio is shown in action during the Serie A match between Catania and Udinese at Stadio Angelo Massimino on January 31, 2010 in Catania, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)
CATANIA, ITALY – JANUARY 31: Gaetano D’Agostino of Udinese Calcio is shown in action during the Serie A match between Catania and Udinese at Stadio Angelo Massimino on January 31, 2010 in Catania, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

 

Sarà una partita molto bella. Sono due squadre che fanno quello che vogliono. Anche l’Udinese, che non era partita benissimo, con l’arrivo di Delneri ha ritrovato una propria quadratura, la squadra sa quello che fa. Ora se la gioca a viso aperto con tutte. Inoltre ha uno stadio stupendo, quindi ci sono tutte le carte in regola per vedere una partita spettacolare. La Roma è una squadra gioca a calcio e sta maturando per quando riguarda le gare in trasferta. Non è solo bella, ma anche cinica. Sono due squadre in salute, anche se la Roma dal punto di vista dei singoli è più forte, credo che tatticamente l’Udinese se la giocherà bene. Delneri tatticamente è molto bravo.

Una curiosità: ha citato lo stadio Friuli, l’ha mai visto dopo l’opera di riammodernamento?

Ahimè no. Magari tornerò da allenatore (sorride, ndr). L’ambizione è quella, con i suoi tempi ovviamente. Sarebbe un sogno…

Quanto è difficile passare dal campo alla panchina?

Non è semplice, perchè un giocatore pensa che sia tutto facile quando sta per smettere di giocare. Crede che potrà fare il dirigente, l’allenatore, il procuratore… Invece non è proprio così. Ci vogliono competenza, studio quotidiano, e soprattutto, mentre da calciatore pensi con la tua testa e solo alla tua testa, da allenatore devi pensare con la testa degli altri, cioè devi pensare cosa ne pensano gli altri, cosa stanno pensando i tuoi giocatori ed essere credibile in quello che fai.

Qual è il tecnico che maggiormente l’ha ispirata nella sua nuova carriera da mister?

Fabio Capello per la sua disciplina e per la voglia di vincere. Tatticamente, invece, Pasquale Marino perchè l’ho avuto per tanto tempo e credo che nel gioco offensivo sia uno dei più bravi. E poi gli allenatori che sto seguendo ora sono Spalletti, Sarri e Conte, perchè oltre alla mentalità vincente ha le idee chiare sia nella fase difensiva sia nella fase offensiva e sta dimostrando anche in Inghilterra, in un campionato non facilissimo, di essere uno dei migliori al mondo.

Tornando alla sfida di domenica, il principale realizzatore della Roma è Edin Dzeko. L’Udinese dovrà concentrare le sue attenzioni sul bosniaco?

Sì, per quanto riguarda la fase di attacco. Però credo che la Roma sia una squadra forte, tecnica, veloce. Il terminale offensivo è lui, ma anche sugli esterni ha giocatori che possono fare male.

L’assenza di Salah, impegnato con l’Egitto in Coppa d’Africa, peserà?

Già si sapeva che non ci sarebbe stato per oltre un mese. Sicuramente Salah è un giocatore importante, che attacca gli spazi, veloce, che può fare la differenza. Pur mancando Salah, la Roma sta comunque avendo la continuità di risultati.

ROME, ITALY - NOVEMBER 03: Fussball: Champions League 04/05, Rom; AS Rom - Bayer 04 Leverkusen 1:1; Team AS Rom; oben v.l. Traianos DELLAS, Gaetano D?AGOSTINO, Raffaelle DE MARTINO, Luigi SARTOR, Alberto AQUILANI, Torwart Carlo ZOTTI; unten v.l. Philippe MEXES, Vincenzo MONTELLA, Francesco TOTTI, MANCINI, CUFRE 03.11.04. (Photo by Vladimir Rys/Bongarts/Getty Images)
ROME, ITALY – NOVEMBER 03: Fussball: Champions League 04/05, Rom; AS Rom – Bayer 04 Leverkusen 1:1; Team AS Rom; oben v.l. Traianos DELLAS, Gaetano D?AGOSTINO, Raffaelle DE MARTINO, Luigi SARTOR, Alberto AQUILANI, Torwart Carlo ZOTTI; unten v.l. Philippe MEXES, Vincenzo MONTELLA, Francesco TOTTI, MANCINI, CUFRE 03.11.04. (Photo by Vladimir Rys/Bongarts/Getty Images)

Cosa manca alla Roma per insidiare la Juventus?

La mentalità di saper vincere e saper soffrire. La Roma sta acquisendo in questo ultimo mese e mezzo, ma ci vuole tempo. La Juventus è abituata a saper vincere, anche non esprimendo un gioco stratosferico. Anche in Coppa Italia con l’Atalanta, ha disputato una gara sofferta ma è riuscita a portare a casa il risultato.

Rispetto a qualche anno fa, quando lei era protagonista in serie A, come valuta questo campionato?

Non di altissima qualità, per quanto riguarda l’estro. Si tratta di un campionato fisico, tattico. Ed è un campionato molto equilibrato. Anche se la Juventus ha preso un certo vantaggio, quelle dietro stanno tutte lì. Così come la corsa per la salvezza non è ancora decisa.

Tanti calciatori stanno scegliendo destinazioni calcisticamente sconosciute (o quasi) ma economicamente più interessanti come Cina, India o Canada. Se fosse arrivata a lei la chiamata da Oriente o da Oltreoceano, avrebbe colto questa opportunità?

Credo fortemente che il D’Agostino dell’Udinese avrebbe avuto più di una richiesta. Però è anche vero che la vicenda con la Juventus è stata gestita male. Personalmente ci ho messo diversi anni per farmi amare calcisticamente dal popolo friulano. E adesso, invece, ci sono ragazzi che dopo 10 partite valgono 40 milioni… Non c’è più un equilibrio. Trovo più giusto che un tifoso valuti la continuità di un giocatore e la sua crescita. Non bastano dieci partite. Io sono arrivato a Udine nel 2006, ma è soltanto nel 2009 che mi hanno fatto i primi applausi quelli “veri”, ma è giusto così. Ora, invece, si ricorre subito a giudizi affrettati sia in positivo che in negativo. Ringrazierò sempre l’Udinese, che mi ha preso, mi ha aspettato, ed è una società che aspetta di far emergere il talento. Cosa che non fanno tutti, perchè c’è questa fretta di spendere e prendere. Io ci ho messo quattro anni e credo sia giusto valutare un giocatore dopo almeno un paio di campionati, per avere un corretto prezzo per il suo cartellino. Altrimenti ci rimette sia la società che il giocatore, per il quale le aspettative sono immense. Continuità e costanza sono il giusto prezzo per un giocatore.

Infine, oggi è possibile individuare un nuovo D’Agostino?

Il calcio sta sviluppando altri tipi di gioco e un’altra velocità. Giocatori con le mie caratteristiche o con quelle del Maestro Andrea Pirlo non ce ne sono in giro. Ci sono giocatori più metronomi, vanno di moda Jorginho, Verratti,… ma non vedo più giocatori in grado di lanciare 40, 50 metri la palla e dare un assist all’attaccante. Sono tutti passaggi brevi, tra le linee. Ricordo ancora un lancio che mandò in gol Di Natale contro Reggina, oppure i lanci di Pirlo. In questo momento caratteristiche alla Pirlo non ne vedo. Vedo giocatori bravi tecnicamente, più dinamici rispetto a noi, ma che hanno meno visione di gioco.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy