Pierpaolo Marino: “Sabato sono rimasto sbigottito”

Pierpaolo Marino: “Sabato sono rimasto sbigottito”

Pierpaolo Marino è sempre attento alle vicende in casa Udinese, specie oggi che i bianconeri rischiano. Sugli stranieri: “credo che in una squadra serva un nucleo di italiani. Ma non giovani, serve prendere ragazzi di 24-25 anni da mettere subito in campo”

Ho visto sabato la partita in tv e sono rimasto sbigottito. I gol potevano essere addirittura di più, ma è un black out a cui è difficile dare una spiegazione, anche perché il Torino non giocava alla morte“. a parlare così è Pierpaolo Marino, uno che segue sempre da vicino le sorti dell’Udinese e che oggi vede i bianconeri rischiare grosso. “Va detto che, però, con l’acqua alla gola sono quelle con meno punti. L?Udinese è meno inguaiata di Carpi e Palermo. Ma i bianconeri devono salvarsi a Bergamo, contro un’Atalanta che avrà meno motivazioni. Da evitare assolutamente uno spareggio all’ultima  col Carp, a quel punto potrebbe succedere davvero di tutto“.

L’Atalanta non regalerà però nulla: “E’ come il Torino, non ha grosse motivazioni, ma ha dato filo da torcere anche al Napoli. E’ una squadra viva, sta facendo giocare seconde linee che vogliono mettersi in mostra, non è facile. Con le motivazioni che ha, l’Udinese deve fare sua la partita, ma non sarà una passeggiata. reja poi non è uno che regala nulla“.

A oggi a Udine la cosa più bella vista quest’anno è il tifo, che sarà presente anche all’Azzurri d’Italia: “La curva Nord è stata encomiabile, un esempio per tutti. I tifosi friulani sono davvero fantastici“.

Intanto a tenere banco c’è anche il discorso stranieri. L’Udinese ne schiera 11 contemporaneamente in campo ultimamente, e forse uno dei problemi è anche qui: “Ci sono giovani italiani interessanti, ma l’Udinese mi pare segua il mercato estero. Forse servirebbe ripensarci, credo che in una squadra serva un nucleo di  italiani. Ma non giovani, serve prendere ragazzi di 24-25  anni da mettere subito in campo. Il problema è che le società non hanno capito che serve un nucleo nostrano, per fare capire cosa significa giocare in Italia anche agli stranieri. Sono gli italiani che alla fine si giocano il sedere, permettetemi il termine.  Gli altri prendono e vanno via. Non basta un giocatore, servono 4-5 italiani  in squadra e sono quelli che devono essere leader dello spogliatoio, quelli che devono trasmettere quanto significhi stare in una città piuttosto che in un’altra“.

Ma le regole potranno mai cambiare? “A me pare difficile farlo per le leggi europee, il problema non sono gli extracomunitari. Mi pare difficile limitare il numero di stranieri europei. Non credo si possa realizzare. Ma in serie B gli italiani ci sono e non credo che costino più degli stranieri, Certo se prendi il cannoniere vale di più, ma ci sono ottimi giovani che con 2-3 milioni li porti a casa“.

 

 

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