Sergio: l’Udinese deve prendere coraggio e giocarsela ovunque

Sergio: l’Udinese deve prendere coraggio e giocarsela ovunque

Domenica si incrociano due ‘dieci’ che hanno fatto la storia del calco italiano. Uno ora è allenatore, Mancini, l’altro cerca ancora gol e record, Di Natale. Entrambi non hanno mostrato in nazionale la loro classe: per il resto sono campioni con la ‘c’ maiuscola, sono professionisti seri. Di Natale se vorrà fare l’allenatore lo deciderà lui, lo vedo più dirigente, poi è quello che ha uno dentro che ti fa sentire allenatore. Da fuori per me potrebbe diventare un grandissimo dirigente.

Mancini e Stramaccioni: il primo è stato fortunato, un predestinato perché ha avuto la fortuna di essere sempre al posto giusto nel momento gusto. Poi ha imparato tanto stando accanto a Eriksson. Ed era un allenatore in campo, come detto. Come Buffon, un predestinato.
Il secondo ha fatto tanta gavetta nelle giovanili ed è stato fortunato nel trovare collocazioni importanti, ma se le ha avute vuol dire che  ha qualità, lo dimostra come si pone. A Udine può maturare in una società che gli dà la possibilità di crescere senza pressioni.

Sul fatto che Strama sia difensivita rispondo che ha cambiato radicalmente gioco, e forse questo può farlo interpretare davanti alla gente in questa maniera, ma non è difendendosi a 4 che sei un difensivista. Sta conoscendo la squadra, sta cercando l’equilibrio e sta lavorando per questo.

Credo che domenica ha più da perdere l’Inter, minimo deve arrivare in Champions: un risultato negativo può avere ripercussioni. L’Udinese non deve mai dimenticare di andarsela a giocare alla pari, Zac ci diceva di giocarcela sempre, bisogna avere coraggio perché il blasone non fa una squadra. La fortuna dell’Udinese in questi anni è  stata questa, serve imbroccare questa squadra anche oggi.

Raffaele Sergio
©Mondoudinese

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