Atalanta: scuola italiana di giovani talenti

Atalanta: scuola italiana di giovani talenti

Quante le promesse azzurre sfornate quest’anno dai bergamaschi: da Caldara a Petagna, da Conti a Spinazzola

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All’Atleti Azzurri d’Italia i giovani Azzurri per l’Italia del futuro. C’è molto dell’Atalanta vista nel corso di questa stagione, infatti, tra gli elementi su cui Ventura potrebbe fondar la sua Nazionale. Gli azzurri di un Gian Piero, selezionatore alle qualificazioni mondiali, i talenti di un coach omonimo sbocciati in seno alla “città dei mille”, quella Bergamo che con Gasperini ha imparato a sognare anche grazie a quanto mostrato dalle piccole leve italiche in un campionato dove la Dea è salita in cima all’Olimpo del calcio nostrano. Una posizione, quella da cui i bergamaschi guardano il resto del Paese, voltandosi di quando in quando per scrutare in direzione Europa, raggiunta anche grazie alle promesse nerazzurre che, con l’avvicinarsi del mercato estivo, ingolosiscono più di qualche grande, Juve su tutte. Ragazzi dal futuro illustre, insomma, nelle mani dei quali è affidato il finale di stagione atalantino, un trittico di quattro incontri che prenderà il suo avvio questa domenica al Friuli. Ma chi sono questi enfants prodiges dalle prospettive, parrebbe, già scritte? Chi questi splendenti astri del pallone manifestatisi nel firmamento del calcio italiano grazie alla pluriennale politica legata ai giovani del club di Zingonia?

Mattia Caldara. Sette reti per lui fin qui in questa stagione, follia se pensiamo al ruolo che ricopre in campo. Difensore centrale, bomber all’occorrenza. Ne sa qualcosa in Napoli, a cui ha rifilato di recente una doppietta. Caldara-gol titolano i giornali, e non potrebbe essere altrimenti, visto che il prodotto del vivaio bergamasco, insieme ai colleghi – oppure ex tali – Domizzi, Materazzi e Fresi, è il solo centrale del reparto arretrato ad aver segnato tanto in tutta la storia del massimo campionato italiano. Ceduto a gennaio alla Juventus, dovrebbe restare in forza alla Dea in prestito fino a giugno 2018.

Andrea Conti. Un altro cresciuto nelle mai sterili giovanili nerazzurre. Conti è l’esterno che tanto piace ai top club d’Italia e non solo. Pare, infatti, che sul talento classe ’94, siano piombati pure i neo-campioni di Germania del Bayern Monaco. Il cursore di fascia destra tra i più prolifici del campionato – è andato a segno per ben sette volte come il compagno Caldara – sarà costretto a saltare la trasferta di Udine perché squalificato. Un vero peccato, commenterà ironico qualche tifoso friulano.

Leonardo Spinazzola. Impiegato sulla fascia sinistra nel 3-4-2-1 del Gasp, il suo cartellino è di proprietà della Juventus. Ironia del destino: proprio la squadra contro cui ha effettuato un autogol nella scorsa giornata, 2-2 il risultato finale. Su Spinazzola e sul suo possibile futuro in bianconero si è espresso pochi giorni fa a Tmw Radio l’agente dell’esterno ora in prestito all’Atalanta: “E’ un giocatore di proprietà della Juventus, sta facendo un campionato stratosferico con l’Atalanta ma valuteremo. È molto concentrato sul finale di campionato, i nerazzurri gli hanno dato tanto e sono stati tutti bravi a valorizzarlo alla grande. Quando ci saranno i tempi giusti parleremo con i club, ma se non tornerà in questa estate, tornerà sicuramente dopo la fine del prestito biennale”.

Andrea Petagna. Cinque gol sono pochi per un attaccante titolare, ma quanto gioco creato dall’ex Milan scuola Itala San Marco e Donatello. Utilissimo centravanti nato a Trieste nel ‘95, letale in coppia col “Papu” Alejandro Gomez, Petagna ha esordito in A nell’agosto del 2013. A marzo le sue prestazioni gli son valse la prima presenza in Azzurro in occasione dell’amichevole vinta dall’Italia per 2-1 sull’Olanda.

Esclusi da questa analisi relativa ai talenti italiani accasatisi all’Atalanta il centrocampista Roberto Gagliardini e il già citato fenomeno social, il capocannoniere della Dea Gomez. Il primo, dopo una lunga gavetta di fedeltà al nerazzurro bergamasco, a gennaio si è trasferito a Milano, sponda Inter. Per il “Papu” nazionale, invece, l’italianità calcistica è venuta meno a causa dell’attuale regolamento federale, il quale prevede che, al fine di essere eleggibile per la rappresentativa ora allenata da Ventura, un giocatore che voglia ottenere il cambio di nazionalità debba aver ottenuto il doppio passaporto già al momento della prima convocazione con una qualsiasi selezione del paese d’origine. Un fatto questo, avvenuto per il ventinovenne numero 10 solamente in seguito al suo arruolamento nell’Under 20 argentina. Un vero peccato, commenterà mesto mesto qualche tifoso italiano.

Simone Narduzzi

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