Aveva ragione Strama (purtroppo)

Aveva ragione Strama (purtroppo)

Quando alla vigilia della sfida con il Parma Andrea Stramaccioni parlò della “gara più difficile da preparare nel girone di ritorno” più di qualcuno sorrise. Sembrava un’affermazione un po’ eccessiva, in vista del confronto con una squadra, il Parma, più Cenerentola di tutte, già retrocessa da tempo e con una situazione economica a dir poco imbarazzante. Eppure, anche al Tardini, a fare la differenza sono stati l’orgoglio e il coraggio, i valori sconosciuti di questa anemica Udinese. Soccer: Serie A; Parma-UdineseGli uomini di Roberto Donadoni senza stipendio e quasi privati della loro dignità – se non fosse intervenuta la Lega Serie A non potrebbero nemmeno farsi una doccia calda dopo l’allenamento – hanno dimostrato quanto importanti siano le motivazioni e l’attaccamento alla maglia. Per contro l’Udinese, ancora una volta, ha confermato che quando le telecamere sono spente (o quasi) si spegne anche la “fame”. Ieri sera al Tardini si è visto davvero troppo poco, esattamente come avvenuto un mesetto fa a Cesena. Un passo indietro notevole dopo quattro buone prestazioni, l’ultima a Genova sabato pomeriggio terminata con un soddisfacente pareggio. Spiegare il ko di Parma solo con l’assenza di Giampiero Pinzi – che finora è stato un “talismano” nelle mani di Stramaccioni – non è ovviamente sufficiente. Le cause sono diverse, a cominciare da una preoccupante mancanza di mentalità che si palesa ogni qualvolta l’Udinese affronti squadre di livello medio-basso. O, meglio, sulla carta medio-basso. Costantemente anticipata a tutto campo dagli avversari, la compagine bianconera non è mai entrata in partita e le “giustificazioni” tattiche lasciano il tempo che trovano. E’ la recidività l’allarme più assordante che risuona nello spogliatoio friulano. Perché certi errori non appartengono solo a questo gruppo, ma hanno radici ben più profonde. Se in sette mesi tali problematiche non sono state risolte, difficile che accada in questi due mesi scarsi che mancano al termine del campionato. Da qui alla fine l’Udinese dovrà onorare nel senso più ampio del termine la maglia, soprattutto tra le mura amiche dove ha maturato un cospicuo debito per quanto concerne i punti raccolti (soltanto venti, frutto di 5 vittorie e altrettanti pareggi). L’occasione capiterà già domenica dinanzi al Palermo di Paulo Dybala, reduce da tre sconfitte consecutive (i rosanero non vincono dalla sfida con il Napoli a San Valentino) e in cerca di riscatto. Ma la voglia di riscatto dei friulani dovrà essere superiore. La stagione non è assolutamente finita. #sapevatelo

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