La coperta è sempre scoperta

La coperta è sempre scoperta

Udinese, la coperta siamo sicuri che basti giocando come ai vecchi tempi? Questa squadra ha mille problemi già noti e ancora non affranti a muso duro, come l’esclusione di qualche ‘senatore’. Anche Iachini ci sta mettendo del suo e ancora manca una identità

Come prima, peggio di prima. Parafrasando Tony Dallara nella sua celeberrima canzone, l’Udinese non ha nulla più di prima (e al di là degli slogan si fa amare davvero poco), anzi ostenta qualcosa di peggio.

Sette gol in due gare ufficiali (tre dallo Spezia, quattro dalla Roma) significano una sola cosa: la banda del buco ammirata (si fa per dire) per tre stagioni è allegramente tornata a dettare la sua legge del gol (preso). Hai voglia a spiegare che i movimenti sono di reparto, se poi un reparto è fatto da singoli che regalano sempre qualche disattenzione fatale. Hai voglia a parlare di inesperienza, quando questi giovanotti hanno tutti alle spalle già una carriera invidiabile. Hai voglia a spiegare che non dipende dalla difesa a tre, hai voglia a spiegare che per 45 minuti l’Udinese ha tenuto testa alla Roma (con i capitolini che però ci si dimentica di sottolineare sono rimasti negli spogliatoi e nella ripresa, quando sono rinati, non è esistita più la squadra di Iachini).

Vecchie considerazioni: l’Udinese come spesso si è detto in estate, appare l’ombra di quella già vista. Il nuovo tecnico ci ha messo già del suo: ancora non c’è un’identità chiara (trequartista sì, trequartista no; una punta in più, una punta in meno), ma soprattutto come l’anno scorso ancora cambi che dalla tribuna pochi hanno  compreso. Una spiegazione ci sarà, il mister la darà alla prossima occasione quando avrà analizzato a mente fredda quest’altra figuraccia.

L’Udinese non c’è ancora e dal mercato o si vendono i petali appassiti di una rosa oramai decadente, oppure si rischia di peggiorare le cose. Attenzione anche a eventuali arrivi: una punta (Lasagna) serve davvero visto che ancora non si capisce se si giocherà con uno o due attaccanti e visto il numero di presenti attualmente a disposizione? Un regista (Valdifiori che può pare abbia declinato l’offerta) occorre se si gioca col 3-5-2, ma anche in questo caso qualcuno (anche dei nuovi) deve lasciargli spazio, senza però affrontare il problema cardine. Le fasce laterali in questo modulo da anni imbarcano acqua e se Widmer resiste per 60 minuti circa, dall’altra parte c’è l’allegria al potere.

Non si può sempre ridurre tutto a 45 minuti giocati (già l’anno scorso è stata la filastrocca ascoltata per molte gare), serve coraggio nel capire chi ha voglia, chi serve davvero, ma soprattutto chi è bravo. Perché la vera domanda da porsi è sulla qualità di molti elementi, che probabilmente sono stati sopravvalutati.

Ora l’Empoli: una gara già cruciale, visto che un nuovo stop non farebbe che aumentare paure ed insicurezze. Ma al contenpo si sa che quando inizia ad avere pressioni questa Udinese va ancora più in panne.
E se in contropiede e chiudendosi (come a Roma) fa poco, se facendo la partita (come con lo Spezia) alla fine lascia il fianco da qualche parte, la domanda per il tecnico è: la coperta siamo sicuri che basti giocando come ai vecchi tempi?

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